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Inps/Allo studio un fondo complementare pubblico

Tridico al Forum Ansa: 25 mld di risparmi dalla Quota 100 e reddito

di Alessia Tagliacozzo


ROMA.Il Governo studia la creazione di un fondo di previdenza complementare pubblico da costituire presso l'Inps e la riforma potrebbe essere messa in campo già con la legge di bilancio per il 2020. L'annuncio è arrivato dal presidente dell'Istituto, Pasquale Tridico intervi- stato ieri in un Forum ANSA, ma l'ipotesi è stata immediatamente bocciata dai sindacati convinti che funzioni bene l'attuale sistema con fondi negoziali e fondi aperti. Tridico ha stimato in due miliardi e mezzo i risparmi rispetto alle risorse stanziate per il 2019 da Quota 100 e dal Reddito di cittadinanza ed è tornato sulla necessità di introdurre un salario minimo legale e una riduzione dell'orario di lavoro. Al momento ai fondi di previdenza complementare sono iscritte 7,9 milioni di persone in 398 fondi (251 dei quali preesistenti la riforma e 33 negoziali). "I fondi di previdenza complementare - ha affermato Tridico - hanno una scarsa adesione, hanno un'adesione ciclica, permettono a chi è già ricco di avere forme complementari ulteriori e allocano la maggior parte dei fondi all'estero, con investimenti in altri Paesi. Il ministero ci ha chiesto una valutazione sulla possibile nuova riforma e stiamo pensando alla creazione di un fondo complementare pubblico. Sarebbe con adesione volontaria e gestito dall'Istituto". Il fondo potrebbe permettere di cumulare i contributi versati nei due fondi (anche quello obbligatorio) per coprire gli eventuali buchi contributivi e avere una pensione di garanzia. Previsto anche un coinvolgimento di Cdp. La Cgil ha parlato di ipotesi "singolare e insidiosa" e ha chiesto al ministero del Lavoro di aprire prima un confronto con le parti sociali. Ancora più tranchant è stata la Uil che con il segretario confederale Domenico Proietti ha parlato di un'idea "sbagliata e inutile". L'Inps è al lavoro, in vista della manovra, per misure specifiche contro l'evasione contributiva che affianchino il decreto fiscale mentre il Governo studia anche l'introduzione del salario minimo con l'ipotesi di scendere sotto i 9 euro lordi l'ora. Si includerebbe nel calcolo dei 9 euro anche la tredicesima di fatto scendendo a 8,20 euro lordi l'ora (ai quali si aggiungerebbe appunto la mensilità aggiuntiva). Di fatto i lavoratori dipendenti sotto questa soglia di retribuzione sono 2,8 milioni, il 19% del totale mentre quelli che risultavano sotto i 9 euro lordi tredicesima esclusa erano 4,3 milioni. Introducendo un salario minimo a questo livello, ha spiegato Tridico, la massa salariale dei lavoratori con le retribuzioni al momento sotto la soglia crescerebbe di 5,4 miliardi. Un tema che resta aperto è però quello delle colf e delle badan- ti, per la maggioranza con retribuzioni basse, perché sembra difficile appesantire i bilanci delle famiglie (peraltro con il rischio dell'entrata nel sommerso). Tridico è tornato sull'opportunità di ridurre l'orario di lavoro a parità di salario (l'orario legale è lo stesso da 50 anni, ha ricordato) e ha annunciato l'arrivo di un emendamento al decreto imprese sui rider per una piattaforma Inps-Inail sulla quale registrare i contratti e con l'estensione a queste figure della collaborazione eterodiretta con nuove tutele sia previdenziali, contro gli infortuni, sulla maternità e la disoccupazione.

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