Intesa Erdogan-Putin sulla Siria
- 4 mag 2017
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I LEADER: CAMBIEREMO LA REGIONE. L’ACCORDO APPROVATO ANCHE DAGLI STATI UNITI
MOSCA. Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan s'incontrano di nuovo, questa volta a Sochi, con l'obiettivo di effet- tuare un 'tagliano’ alla rinnovata intesa suggellata la scorsa estate a San Pietroburgo. Un asse, quello fra Mosca e Ankara, che dalle parole deve ancora pienamente passare ai fatti e che sulla Siria ha rischiato di saltare in occasione dell'attacco Usa in Siria con i missili tomahawk, sostenuto a spada tratta dal 'sultano’. E proprio la Siria ha tenuto banco nell'incontro con la stampa dei due leader. Putin e Erdogan, infatti, si sono detti d'accordo sulla creazione in Siria di 'zone a tensione ridotta’ (forse quattro) in cui dovrà essere evitato ogni scontro tra ribelli e governativi. L'idea parte dalla Russia, che l'ha portata ad Astana, dove è in corso il quarto vertice, per sotto-porla alla delegazione turca e iraniana. La proposta sembra piacere, Staffan de Mistura ha parlato di "progressi seri" - benché i ribelli abbiano abbandonato oggi il tavolo negoziale a causa dei raid governativi - ma soprattutto ha incas- sato il plauso di Donald Trump quando Putin gliene ha parlato, nel corso della telefonata di martedì. Ad annunciarlo è stato lo stesso zar in conferenza stampa, precisando che, se la tregua verrà rispettata scrupolosamente, in queste zone cuscinetto saranno anche "vietati i voli aerei", aprendo dunque la porta, in qualche modo, a una versione moderata di 'no-fly zone’. Novità sostanziali, non c'è dubbio. Non a caso Erdogan, prima dell'incontro - il quinto dall'estate scorsa - si era detto "sicuro" che i passi che Russia e Tur- chia compiranno insieme in futuro "cam- bieranno il destino di tutta la regione".Certo, alcune differenze restano. Non tutte le restrizioni commerciali varate da Mosca (dopo la crisi del jet russo abbattuto dai turchi nel novembre 2015, saranno abolite di colpo - resta ad esempio l'embargo ai pomodori) ma la direzione è quella ed Erdogan ha assicurato che presto si vedranno i "risulta- ti concreti" dei negoziati di oggi. Putin ha ad esempio assicurato che il regime dei visti sarà "ammorbidito" per alcune categorie - uomini d'affari in testa - per quanto una totale abolizione è ancora prematura, sulla carta per ragioni di si- curezza. Ma insomma, Putin ha comunque ribadito che "la fase di crisi" fra i due Paesi è definitivamente alle spalle e che anzi, visto la natura dei rapporti, Mosca e Ankara possono ben dire di avere una "relazione speciale". E ogni riferimento a Londra e Washington è probabilmente voluto. Nell'incontro - aperto con un tête-à-tête fra i due leader - si è anche parlato del Turkish Stre- am e del possibile acquisto da parte della Turchia dei sistemi antimissilistici russi S-400. Tema sempre spinoso per un paese che fa parte della Nato.
















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