Iraq, in arrivo altri 560 soldati Usa
- 12 lug 2016
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BEIRUT/BAGHDAD. Gli Usa aumentano l'impegno militare in Iraq in vista dell'attesa offensiva per la conquista di Mosul, 'capitale’ dell'Isis nel nord del Paese.
Durante la sua visita a sorpresa a Baghdad, il segretario americano alla difesa, Ashton Carter, ha annunciato l'in- vio "presto" di altri 560 militari Usa, che saranno incaricati di rendere operativa la base aerea di Qayyara, circa 60 km a sud di Mosul e strappata all'Isis sabato scorso dalle forze governative irachene. Salirà così a 4.647 il numero dei militari americani in Iraq.
I soldati attesi saranno genieri e logisti, ma ci saranno anche militari che potranno accompagnare, dietro le linee, le truppe irachene nella loro offensiva verso Mosul. Da circa un anno il governo di Baghdad afferma che è "imminente" l'avvio della campagna per "liberare" la città, in mano all'Isis dall'estate di due anni fa. La base di Qayyara si trova in una posizione strategica sul fiume Tigri, al di là del distretto di Makhmur, in mano alle forze curde e dove di recente le trup- pe Usa hanno eretto un avamposto.
Sulla "lotta al terrorismo" dell'Isis si è pronunciato il ministro degli esteri italiano Paolo Gentiloni, secondo cui sono stati compiuti "passi avanti", in particolare nel contrasto all'organizzazione jihadista. "Rispetto al 2014 suo momento di massima espansione, (l'Isis) ha perso molto terreno, un enorme quantità di ter- ritorio in Iraq e Siria, ha perso soldi", ha detto Gentiloni.
"È possibile che entro quest'anno si riesca ad arrivare ad alcuni obiettivi, ad alcuni santuari come Mosul o la stessa Sirte in Libia", ha aggiunto. Gentiloni ha inoltre incontrato a Roma l'inviato speciale dell'Onu per la Siria, Staffan De
Mistura. Il diplomatico italo-svedese ha ribadito la sua intenzione di rilanciare i negoziati tra regime di Damasco e oppo- sizioni in esilio.
L'Isis in Siria è solo uno dei numerosi attori armati, locali e internazionali, che alimentano il conflitto scaturito dalle ri- volte del 2011 e dalla conseguente re- pressione governativa. "Siamo in un momento cruciale, tra ora e settembre abbiamo una finestra per trovare una formula che combini la lotta al terrorismo e una transizione politica", ha detto De Mistua.
"Non si può vincere Daesh (acronimo dispregiativo arabo per indicare l'Isis) senza transizione politica", ha ri-
cordato l'inviato Onu in riferimento alla questione del futuro politico del conte- stato presidente siriano Bashar al As- sad. Sul terreno, Aleppo e i suoi dintorni continuano a essere i teatri di battaglia più sanguinosi degli ultimi giorni.
Oltre trenta morti si registrano in bombardamenti aerei del regime su Aleppo est, bombardamenti di artiglieria delle opposizioni su Aleppo ovest e un attacco di insorti contro postazioni governative nel centro città. E nella vicina regione di Idlib, una decina di civili, tra cui un tra cui un reporter della tv al Jazira, sono morti in un raid aereo russo a Termanin contro un convoglio di autocisterne cariche di combustibile.
















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