Istat/Economia ancora debole
- Redazione
- 6 lug 2019
- Tempo di lettura: 2 min
Atteso un rallentamento del Pil Ue. Bene l’Iva sugli scambi interni
di Marianna Berti

ROMA. L'economia italiana sta ancora attraversando una fase di "debolezza": i ritmi produttivi non riescono a ingranare la giusta marcia. Se le imprese arrancano, un po' meglio va per le famiglie, che possono contare sui "miglioramenti" del mercato del lavoro e del potere d'acquisto. L'analisi dell'Istat però non si spinge oltre. Troppo incerti i segnali per dire con buona approssimazione dove ci si stia dirigendo. Certo è che molto dipenderà dall'economia internazionale. E per ora, scrive l'Istat, i segnali di ripresa "appaiono episodi- ci". Tanto che le previsioni per la zona euro indicano un rallentamento del Pil nel secondo trimestre. Previsioni che i dati sugli ordinativi dell'industria tedesca non fanno che avva- lorare. A maggio le commesse sono scese in Germania del 2,2 per cento rispetto ad aprile. Un calo decisamente più forte di quanto gli analisti si aspettassero. Oltreoceano, negli Stati Uniti, invece l'occupazione va a gonfie vele, a giugno sono stati creati 224 mila posti di lavoro. Anche qui è stata superata ogni stima, ma in positivo. Tuttavia ciò smorza le speranze di un taglio dei tassi di interesse da parte della Fed. Tonando all'Italia, il ministero dell'Economia dà conto del favorevole andamento delle entrate tributarie. Nei primi cinque mesi dell'anno sono stati totalizzati circa 165 miliardi di euro, con un aumento di 2 miliardi rispetto all'anno precedente (+1,3%). Decisa la crescita del gettito dell'Iva (+4%), cartina di tornasole dello stato dell'economia, soprattutto sul mercato nazionale: la componente di prelievo sugli scambi interni registra un incremento di 1,9 miliardi, mentre diminuisce il gettito sulle importazioni (-8 milioni di euro, - 0,1%). Salgono anche gli introiti derivanti dai giochi (+6,3%) e registrano un boom i proventi frutto dei canoni e abbonamenti radio e tv (+101,7%). Rialzo che permette di recuperare la perdita segnata ad aprile. Quanto alla lotta all'evasione, le entrate dovute all'attività di accertamento e controllo superano i 4 miliardi (+3,3%). Cifre che vanno incontro agli obiettivi del governo sul deficit. Resta invece l'incognita Pil. L'Istat nella nota mensile sull'andamento dell'economia non ripete quanto stimato a fine giugno, quando aveva lanciato l'allarme sul rischio di un ritorno a un Prodotto interno lordo negativo nel secondo trimestre. Detto ciò, lo scenario non sembra offrire nuovi spunti. Guardando da vicino il grafico dell'indice anticipatore, spia di quel che accadrà nei prossimi mesi, si nota come la parabola - pur continuando ad essere discendente - mostri un ritmo di caduta meno intenso. Bisognerà vedere se dall'industria giungerà qualche segno di risveglio. Occhio quindi ai dati sulla produzione di maggio che usciranno mercoledì prossimo. Confindustria, però, ha già emesso il suo verdetto: l'economia "non decolla".Intanto il mercato del lavoro sembra andare per conto suo. E l'Istat rafforza una lettura positiva dei dati, spiegando che "la ricomposizione favorevole tra occupazione e disoccupazione appare evidente" anche considerando tutti e cinque i primi mesi del 2019. In tutto ciò la bassa inflazione tiene gioco ai redditi, impedendo che la loro crescita possa essere vanificata dai rincari. Gli italiani sono rimasti però cauti, preferendo risparmiare che spendere (almeno a prezzo pieno, vista la stagione dei saldi partita ieri in tutta Italia).
















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