top of page

Istat/I prezzi delle case ancora giù

Dal 2010 -17,2%. In caduta soprattutto le abitazioni esistenti. Mini-ripresa per le nuove

di Barbara Marchegiani


ROMA. Ancora in calo i prezzi delle abitazioni in Italia, che nel primo trimestre dell'anno segnano una nuova contrazione: dal 2010 la flessione arriva al 17,2%. Con i prezzi delle case 'vecchie' in caduta libera. A fronte, invece, di un aumento delle compravendite che va avanti dal 2014 confermando la "vischiosità dei prezzi", ovvero la loro resistenza a crescere, rispetto all'andamento della domanda. E’ il quadro del mercato immobiliare residenziale che emerge dagli ultimi dati dell'Istat. Dai prezzi delle case di nuova costruzione o ristrutturate, che crescono su base annua, arriva un segnale di ripresa ma non sufficiente ad invertire la rotta. Il mattone resta, dunque, debole. Nei primi tre mesi del 2019 l'Istat fotografa i prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie in diminuzione dello 0,5 per cento rispetto al trimestre precedente e dello 0,8 per cento rispetto ad un anno prima. Un calo più ampio del -0,5 per cento registrato nel quarto trimestre del 2018. A trainarli all'ingiù, le case 'vecchie'.

La flessione annua è da attribuirsi, infatti, unicamente ai prezzi delle abitazioni esistenti che registrano un -1,3% (era -0,7% nel trimestre precedente), mentre i prezzi delle abitazioni nuove aumentano dell'1,7%, mostrando un'accelerazione rispetto al +0,6 per cento del quar- to trimestre del 2018. Invece, rispetto al trimestre precedente, il calo è dovuto sia ai prezzi delle abitazioni nuove sia a quelli delle case esistenti (rispettivamente -0,5% e 0,6%). Lo scenario si appesantisce se si guarda all'indietro: rispetto alla media del 2010, il primo anno per il quale è disponibile la relativa serie storica, i prezzi sono scesi del 17,2%, a causa esclusivamente del le abitazioni esistenti i cui prezzi sono crollati del 23,7%, mentre per quelli delle case nuove si registra un aumento, seppur debole (+0,8%). La rilevazione Istat conferma "lo stato di crisi del mercato immobiliare italiano, unico in Europa a soffrire", sottolinea il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, sostenendo che in questa situazione "un governo responsabile inizierebbe a smontare la patrimoniale sugli immobili da 21 miliardi l'anno". La strada per recuperare valore resta così lunga rispetto ai picchi degli anni scorsi. Anche se questi andamenti si manifestano in un contesto di "crescita per- sistente" dei volumi di compravendita, sottolinea lo stesso Istituto, ricordando il +8,8 per cento annuo registrato per il primo trimestre del 2019 dall'Osservatorio del mercato immobiliare dell'Agenzia delle Entrate per il settore residenziale.

Commenti


bottom of page