Istat/Stipendio medio in calo, più basso per i nuovi assunti
- Redazione

- 12 dic 2018
- Tempo di lettura: 2 min

Perdono peso le buste paga degli italiani. La retribuzione oraria nel settore privato scende sotto 14 euro. Sei donne su dieci e gli stranieri vengono pagati meno
ROMA. Le buste paga degli italiani si alleggeriscono. Stando agli ultimi dati rilevati dall’Istat, aggiornati al 2016, la retribuzione media oraria nel settore privato scende sotto i 14 euro. Per la precisione ammonta a 13 euro e 97 centesimi, in calo dai 14 euro e un centesimo dell'anno precedente. E per nuovi assunti, donne e stranieri, lo stipendio è ancora più basso. In generale, metà dei dipendenti guadagna meno di 11,6 euro e oltre sei su cento non superano i 7.47 euro rientrando così nella fascia dei cosiddetti "lavoretti" o posizioni a bassa retribuzione. Salari ridotti riguardano soprattutto le nuove assunzioni, che prevedono in media una
paga di 9,99 euro all'ora, più bassa di quasi un quinto rispetto a quella degli altri posti di lavoro. E c’è da dire inoltre che le differenze tra nuovi e "vecchi" dipendenti vanno ben oltre la retribuzione: i nuovi posti del lavoro sono caratterizzati, infatti, da una grande maggioranza di contratti di lavoro a tempo determinato (che raggiungono il 71,9% contro 2,4% di quelli precedenti) e part-time (36,1% contro 26,2%). Da rilevare poi che le nuove posizioni sono spesso occupate da giovani al di sotto dei 29 anni (35% nei nuovi rapporti rispetto al 12,2% negli esi- stenti) e lavoratori stranieri (22,2% contro 11,7%). E gli immigrati scontano, a parità di qualifica ed anzianità, paghe sempre più basse degli italiani. Questa penalizzazione va dai 46 centesimi l'ora per gli operai a 1,36 euro per i dirigenti. Il titolo di studio può aiutare ad avere una retribuzione più sostanziosa, ma non sempre e non ovunque. I laureati guadagnano, infatti, in media il 9,9% in più, ma questo beneficio quasi si annulla nel Mezzogiorno, dove scende allo 0,8% dello stipendio. Differenze ampie tra le diverse parti d'Italia riguardano anche il salario medio, che spazia dai 12,02 euro della Lombardia (la regione più ricca, seguita da Trentino Alto Adige e Piemonte), ai 10,01 euro della Calabria (ultima in classifica dopo Puglia e Campania). Le regioni si distinguono anche per il diverso trattamento delle lavoratrici che si trovano, comunque, schiacciate verso retribuzioni più basse dei colleghi. Sei donne su dieci, in Italia, guadagnano meno della mediana nazionale, contro il 44% degli uomini. In questo quadro il Lazio emerge come la regione relativamente più favorevole alle donne e la Basilicata come quella più squilibrata.
















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