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Italia, bomba demografica

  • 12 lug 2018
  • Tempo di lettura: 2 min


L’ISTAT/GLI ANZIANI SARANNO UN TERZO DEL TOTALE NEL 2050. ALLARME PER IL SISTEMA SANITARIO

ROMA. In Italia sta per scoppiare una bomba demografica: troppi anziani, sempre meno persone e una maggior richiesta di assistenza domiciliare. Nel 2050, infatti, ci saranno due milioni e mezzo di italiani in meno e gli over65, oggi un quarto della popolazione, diventeranno più di un terzo (20 milioni di persone, di cui oltre 4 milioni avranno più di 85 anni). La situazione non è rosea per le condizioni di salute: nei prossimi dieci anni 8 milioni di anziani avranno almeno una malattia cronica grave come ipertensione, diabete, demenza, patologie cardiovascolari e respiratorie e potranno aver bisogno di maggiore assistenza sanitaria a casa. Questi sono alcuni dei dati emersi in uno studio Istat per "Italia Longeva - Rete nazionale sull'invecchiamento e la longevità attiva", presentato ieri al Ministero della Salute nel corso della terza edizione degli Stati generali dell'assistenza a lungo termine. E se la stessa Italia Longeva parla in una nota di una "bomba demografica pronta a deflagrare", il suo presidente Roberto Bernabei commenta: "Dobbiamo evitare che l'Italia diventi un enorme ma disorganizzato ospizio nel quale resteranno pochi giovani costretti a lavorare a più non posso per sostenere milioni di anziani soli e disabili". Preoccupazione condivisa dal presidente dell’ISTAT, prof. Giorgio Alleva: “I dati presentati si riferiscono a semplici proiezioni della situazione attuale – avverte Alleva – e pur non trascurando un rilevante margine di incertezza, non vi è dubbio che il quadro prospettico sollevi una questione di sostenibilità strutturale per l’intero Paese”. Lo stesso presidente di Inps, Tito Boeri, la descrive come "un'emergenza" soprattutto per ciò che riguarda l'assistenza sanitaria. A riguardo, Boeri propone un "contributo obbligatorio" per il suo finanziamento che coinvolga lavoratori e pensionati. Secondo alcuni dati dell'Indagine sull'assistenza domiciliare in Italia, poco piùdel 10% della spesa sanitaria italiana (circa 15 miliardi di euro) va all'assistenza a lungo termine. Questo dato la vede tra i fanalini di coda in EuropaDi questi 15 miliardi solo 2,3 (l'1,3% della spesa sanitaria totale) sono destinati alle cure domiciliari, con un contributo a caricodelle famiglie di circa 76 milioni di euro. Il trend dell'offerta di cure domiciliari agli anziani è sì in crescita (+0,2% rispetto al2016), ma resta ancora un privilegio per pochi: ne gode solo 3,2% degli over65 residenti.Diverse sono le disomogeneità, a cominciare dal numero degli accessi in unanno (si va da un minimo di 8 a un massimo di 77 della Asp di Potenza) alle ore di assistenza dedicate al singolo anziano (oscillano da un minimo di 9 a un massimo di 75 nella Asl Roma 4). Differenze, anche per i costi: per la singola presa in carico si va dai 543 euro della Ats Montagna di Sondrio agli oltre 1000 euro della Asp di Potenza.


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