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Italia, ripresa (con crescita)

  • 5 giu 2016
  • Tempo di lettura: 2 min


TRENTO. La crescita in Italia non solo c’è ma si sta anche rafforzando, e continuerà a farlo nei prossimi tre anni, mentre il resto dell’Europa, ma anche le economie mondiali, stanno rallentando. Dal palco del Festival dell’Economia di Trento il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ri- vendica l’azione del governo che in questi due anni ha messo in campo “riforme mai viste”, anche per le banche, che per- metteranno al sistema di rimettersi a posto “in due anni”.

E assicura che il Paese proseguirà sulla via della ripresa. Il governo, dice, non dovrebbe però intervenire sul modello con- trattuale che deve essere “una responsabilità delle parti sociali”.

Pronta la risposta di Susanna Camus- so, anche alla sollecitazione a “fare presto” arrivata in precedenza dal ministro dello Sviluppo eocnomico Carlo Calenda: il segretario della Cgil lancia la palla nel campo delle imprese, ricordando che “Cgil Cisl Uil hanno presentato una piattaforma da alcuni mesi, il confronto con molte associazioni è già iniziato e sta andando avanti positivamente. Ci auguriamo che si avvii con Confindustria”.

Sul fronte dei conti pubblici continua a essere invece troppo presto per garanti- re che il governo sarà in grado di anticipare il taglio dell’Irpef, come auspicato più volte dal premier Matteo Renzi: “Ci sono vincoli di bilancio che sono stretti”, ripete come un mantra il titolare di via XX Settembre, scherzando anche sul ruolo di chi deve dire queste cose “noiose” anche perchè “ci crede, tra l’altro”. Di certo, ha assicurato, nel 2017 ci sarà la riduzione dell’Ires, già peraltro scontata nei saldi, e sull’Irpef “vedremo, se c’è spazio per fare ulteriori tagli di tasse alle famiglie lo fare- mo”. Gli impegni per il prossimo anno, però, sono già gravosi, visto che ci sono da sterilizzare clausole di salvaguardia per 15 miliardi che altrimenti si tradurrebbero in altrettanti aumenti di Iva e accise, e i gini per recuperare risorse non sono amplissimi. Si continuerà con l’implementazione della spending review, e con la stret- ta sugli acquisti consentita dalla riduzio- ne a 35 delle centrali che se ne occupano. E bisognerà mettere mano, come ha confermato anche il viceministro Enrico Zanetti, anche alle tax expenditures, che “dovranno dare un contributo” dopo anni in cui “se ne è parlato”. Cautela è d’obbligo però su alcune voci sensibili come gli sconti per le spese sanitarie che, ha ricordato il direttore dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi, “il 70% dei contribuenti porta in detrazione”. Proprio le spese sanitarie, inserite da quest’anno nel 730 precompilato, potranno essere la chiave per il successo del nuovo modello, che affronta una seconda fase di sperimentazione “importante”. A fine maggio, ha detto, Caf e professionisti avevano già scaricato 11 milioni di modelli, e 2 milioni sono quelli già visio- nati da singoli contribuenti. Resta grave il peso dell’evasione fiscale (oltre 90 miliardi l’ultima stima) anche se “il trend è in miglioramento”, ha assicurato la numero uno del Fisco, presentando la geografia dell’evasione. Una mappa che vede al primo posto per pericolosità fiscale alcune aree del Sud, da Crotone a Napoli e tra le più virtuose proprio Trento e Bolzano. L’evasione, in un Paese che sull’Iva ha una evasione doppia rispetto alla media europea, “limita la crescita dell’economia” e bisogna continuare a combatterla soprattutto attraverso “la prevenzione e la compliance”.


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