Kabul, strage in ospedale
- 9 mar 2017
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KABUL. Spietati kamikaze dell'Isis travestiti da medici hanno assaltato l'ospedale militare di Kabul tenendo testa per sei ore alle forze di sicurezza afghane, in un braccio di ferro conclusosi, secondo il ministero della Difesa afghano, con l'uccisione di oltre 30 persone ed il ferimento di altre 70. Attraverso il portavoce Zabihullah Mijahid i talebani si sono subito chiamati fuori dall'accaduto.
E poco dopo è invece giunta la rivendicazione affidata all'agenzia Amaq dell'organizzazione terroristica che ha parlato, mentre l'attacco era in corso, di "oltre 100 morti" e pubblicato le foto di un attentatore all'interno dell'edificio e di alcuni cadaveri.
Mostrando ancora una volta la vulnerabilità dei meccanismi di sicurezza della 'zona rossa’ della capitale, dove si trovano fra l'altro i principali edifici pubblici e le ambasciate, quattro seguaci del 'Califfo’Al-Baghdadi sono riusciti a raggiungere, con indosso i tradizionali camici bianchi del personale medico il cancello principale dell'ospedale 'Sardar Mohammad Daud Khan'.
Qui il primo militante ha attivato una carica esplosiva che ha permesso ai tre suoi compagni di penetrare nell'edificio. Armati di mitragliette e bombe a mano, gli attaccanti hanno cominciato a sparare a bruciapelo contro coloro che si trovavano sul loro cammino, decisi a fare una strage.
Commentando il grave bilancio di vittime, un portavoce del ministero della Salute Pubblica ha chiarito che la mag- gioranza di esse appartenevano allo staff sanitario dell'ospedale.
Lentamente, con i militanti che si erano trincerati agli ultimi piani dell'edificio, le 'teste di cuoiò afghane, appoggiate da uomini della missione 'ResoluteSupport' della Nato, hanno preso il con- trollo della situazione, anche grazie al- l'arrivo di un gruppo incursore sganciato da un elicottero sul tetto dell'edificio. Così, fra l'ululare delle sirene che portavano via i feriti (14 dei quali ricoverati nell'ospedale di Emergency) e almeno altre due esplosioni, si è sviluppato nel pomeriggio il capitolo finale della tragedia, che ha visto l'uccisione dei due ulti- mi militanti. Unanimi le condanne che hanno accomunato il presidente Ashraf Ghani, il coordinatore del governo Abdullah Ab- dullah, il comandante della missione Nato, John Campbell, l'Unama (Missione Onu in Afghanistan) la Croce Rossa
e il Pakistan, che hanno sottolineato la crudeltà e lo spregio del diritto umanitario di chi ha scelto di colpire un ospedale, massacrando civili e personale medico.
Gli analisti ora si interrogano sugli obiettivi che l'Isis vuole raggiungere in Afghanistan. Con una forte presenza dal 2015 nell'est del Paese, il movimento terroristico aveva fino allo scorso anno realizzato attentati colpendo soprattutto forze di sicurezza afghane e musulmani sciiti. Poi nelle ultime settimane è avvenuto il cambiamento e lo sbarco a Kabul, con un attentato suicida il 7 febbraio alla Corte Suprema (oltre 20 morti) ed ora con la cruenta azione nell'ospedale militare, che tutti pensavano invulnerabile.
















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