Kidman: “Sono audace e aperta”
- Redazione

- 23 mag 2017
- Tempo di lettura: 3 min

CANNES/“THE KILLING OF A SACRED DEER”,LANTHI MOSTRA LE PIEGHE DELLA FOLLIA
CANNES. Nicole Kidman regina del festival di Cannes con quattro film si è detto sin dall’inizio e lei, sorridente sul red carpet, onnipresente, lo è davvero. “Si è vero sono tanti film, ma è solo un’inattesa coincidenza. Ho cambiato il mio modo di relazionarmi al lavoro, con meno ansia di controllare e più voglia di lasciarmi andare. Ecco forse essere qui con tante opere e tutte così diverse è il risultato di questo nuovo atteggiamento, essere aperta e disponibile anche a cose emotivamente impegnative, coraggiosa e audace nelle scelte. Benvenute le sfide nuove”. Nicole, che domenica ha presentato con Elle Fanning - le due biondissime che complici e divertite salgono sulla Montee des Marches è una delle cartoline ricordo di Cannes 70 - How to talk to girls at parties di John Cameron Mitchell (fuori concorso, in autunno in sala con Cinema) in cui interpreta una regina punk tutta borchie e minigonne nella Londra anni Sessanta, ieri ha presentato The Killing of a Sacred Deer di Yorgos Lanthimos, tra i film più attesi del concorso. E nei prossimi giorni sarà di nuovo protagonista con L’Inganno di Sofia Coppola e la serie tv, tra gli eventi speciali, Top of the lake: China Girl di Jane Campion. Alla vigilia dei 50 anni (li compie il 20 giugno) e dopo film importanti - a cominciare da Eyes Wide Shut di Kubrick per proseguire con Moulin Rouge! Di Baz Luhrmann, The Hours di Stephen Daldry - l’attrice australiana sembra di nuovo tornata al top. Dice lei stessa: “The Killing of a Sacred Deer e gli altri film qui a Cannes riflettono in un certo senso il mio ‘spirito ribelle’, il lato selvaggio e indomito. Continuo ad avere dopo tanti film ancora un’incredibile passione per questo lavoro e per la recitazione, come se dentro di me ogni volta pretendessi di dire a me stessa: ‘Nicole hai ancora 21 anni e stai cominciando ora la tua carriera’”. Nel film del regista greco Yorgos Lanthimos (in concorso qui nel 2015 con The Lobster), una commedia dark che vira sull’horror, accolta con reazioni contrastanti alla prima stampa di ieri mattina, interpreta la moglie di un chirurgo (Colin Farell) e madre algida dell’adolescente Kim (Raffey Cassidy) e del piccolo Bob (Sunny Suljc), trascinata nel gorgo di una tragedia greca scatenata dal ragazzo Martin (Barry Keoghan). Il rapporto tra il brillante medico Steven e il giovane, ambiguo sin dall’inizio, si rivelerà di morte. Il ragazzo entra pericolosamente nella famiglia, in confidenza soprattutto con la giovane che se ne innamora e piano piano rivelerà il suo piano al chirurgo, considerato responsabile della morte del padre durante un’operazione al cuore. Per espiare questa colpa gli richiede l’impensabile, il sacrificio di un figlio. “Era una sceneggiatura ipnotica - spiega la Kidman - sei completamente rapito dalla visione personale e unica di questo regista. In altri tempi forse ne avrei avuto paura: quando valuti una proposta scegli sostanzialmente il regista e ti assumi dei rischi, perché per quanto hai potere contrattuale e per quanto cerchi di controllare sei nelle sue mani, e per un attore la scelta di farlo è sempre molto difficile. Io mi sono lasciata andare, vole- vo provare altre cose e ho fatto come voleva lui che ripeteva ‘dimentica la tua preparazione, sul set non fare assolutamente niente’, il suo lavoro è diretto, molto fisico, non racconta, non vuole essere distratto da altro e così mi sono messa al servizio di questa storia che scava ed esplora la condizione umana quando ha a che fare con la colpa e il sacrificio”. E’ la provenienza culturale di Lanthimos che riemerge in questa storia, “con i rimandi alla mitologia, ai simbolismi religiosi, alla tragedia di Ifigenia. Secoli e secoli dopo siamo sempre alle prese con l’essenza della natura umana in tutti i suoi aspetti, la colpa, il destino, la giustizia, il sacrificio quando incontri i demoni. C’è una connessione con qualcosa di profondo che va all’origine della nostra cultura”. Nicole Kidman - che è con successo nel cast della serie Big Little Lies ed ha in produzione tre nuovi film, dice: “Mi ritengo fortunata di trovare persone che cre- dono in me e mi scelgono tra la quantità di ottime attrici in circolazione”. Il suo grande ritorno sulle scene, dopo qualche anno appannato, “resta qualcosa di legato al mio lavoro e basta. Provo a tenere separate la vita privata da quella professionale, credo che i miei figli - ne ha quattro, due dall’ex Tom Cruise e due dal marito musicista Keith Urban - non abbiano mai visto un mio film”.
















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