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Killer uccidono Oliver Ivanovic



KOSOVO/IL LEADER DELLA MINORANZA SERBA FREDDATO CON CINQUE COLPI DI PISTOLA

BELGRADO. Tensione alle stelle nei Balcani dopo l'uccisione in Kosovo di Oliver Ivanovic, uno dei più noti e influenti leader politici della minoranza serba, freddato a colpi di pistola mentre si recava al lavoro nel suo ufficio nel settore nord (serbo) di Kosovska Mi- trovica. L'assassinio eccellente, a un mese dal decimo anniversario della proclamazione di indipendenza del Kosovo (17 febbraio 2008), ha avuto l'effetto di una bomba proprio nel giorno in cui a Bruxelles era in programma la ripresa dopo quasi un anno di pausa del negoziato a livello tecnico tra le delegazioni di Belgrado e Pristina. La conseguenza immediata è stata lo stop alla ripresa del dialogo facilitato dalla Ue e il ritiro della delegazione serba, che ha fatto subito ritorno a Belgrado. Sdegno e condanna per l'uccisione di Ivanovic sono stati espressi dalla dirigenza sia serba che kosovara, e dall'intera comunità internazionale a comin- ciare da Ue, Onu, Nato e Osce. Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, Oliver Ivanovic (64 anni) è stato raggiunto da almeno cinque colpi di pistola col silenziatore sparatigli da un'auto in corsa mentre si recava alla sede del suo partito 'Iniziativa Civica - Libertà, democrazia e giustizia’ nella parte nord di Kosovska Mitrovica, la città del nord del Kosovo divisa in due dal fiume Ibar in un settore serbo (nord) e uno albanese (sud). Subito soccorso, Ivanovic è stato trasportato in ospedale dove tuttavia i medici non hanno potuto fare nulla per rianimarlo. Poco dopo, a breve distanza dal luogo del delitto, è stata trovata un'auto senza targa e data alle fiamme, utilizzata probabilmente dal o dai killer. Il presidente serbo Aleksandar Vucic, dopo una riunione urgente del Con- siglio per la sicurezza nazionale, ha condannato fermamente l'assassinio da lui definito un "atto terroristico" e un "attacco ai serbi del Kosovo e alla Serbia". Lanciando un appello alla calma e alla moderazione, Vucic ha chiesto che alle indagini possano partecipare anche responsabili serbi. Reazioni sdegnate anche da parte di tutti gli altri esponenti politici di Belgrado, a cominciare dalla premier Ana Brnabic e dal ministro degli Esteri Ivica Dacic, preoccupati per la minaccia alla stabilità non solo in Kosovo ma nel resto della regione balcanica. Condanne sono giunte anche da parte del presidente e del premier kosovari Hashim Thaci e Ramush Haradinaj. Da Bruxelles l'Alto rappresentante Ue Federica Mogherini, che fa da mediatore nel dialogo sul Kosovo e che ha parlato al telefono sia con Vucic che con Thaci, ha invitato le parti a dar prova di calma e moderazione. L'assassinio del politico serbo è stato condannato anche dal titolare della Farnesina Angelino Alfano, presidente di turno dell'Osce, che ha invitato a non cedere alle provocazioni e all'odio. Il dialogo tra Belgrado e Pristina, ha detto, è "l'unica via accettabile per raggiungere gli obiettivi politici". Oliver Ivanovic - politico moderato, pragmatico e conciliante, le cui posizioni non erano del tutto in linea con quelle del partito dei serbi del Kosovo facente capo a Vucic (Srpska lista) - era uscito da pochi mesi dal carcere dove aveva trascorso circa due anni dopo una condanna a nove anni per crimini di guerra commessi nel conflitto in Kosovo a fine anni Novanta. Nel febbraio 2017 infatti in appello la sentenza di condanna era stata annullata ed era stato disposto un nuovo processo a suo carico.


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