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Kim, ‘messaggio’ a Trump

LA COREA DEL NORD ANNUNCIA IL “SUCCESSO” DI UN NUOVO TEST MISSILISTICO



PECHINO. La Corea del Nord ha rivendicato il “successo” del test di mercoledì del nuovo missile da lancio sottomarino (Slbm) “Pukguksong-3”, il primo del suo genere dall’agosto 2016 e compiuto nell’imminenza del tentativo del 5 ottobre di far ripartire i colloqui sul nucleare con gli Usa. Pyongyang “vuole parlare e gli Stati Uniti ci parleranno”, ha tagliato corto il presidente americano, Donald Trump, replicando ai cronisti prima di partire per la Florida, malgrado la mossa a sorpresa e poco utile a favorire la distensione. Il vettore balistico, ha chiarito l’agenzia ufficiale Kcna, è partito dalle acque della costa orientale di Wonsan, in linea con le prime valutazioni dei militari di Seul, avendo come scopo “il contenimento delle minacce delle forze esterne” e “l’ulteriore rafforzamento della forza militare di auto-difesa della Corea del Nord”. Il test ha ovviamente creato nuovo allarme, soprattutto a Seul e a Tokyo, per la difficoltà di rilevazione dei missili Slbm rispetto a quelli terrestri, in quanto lanciabili, ipoteticamente, anche davanti alla coste americane. In ogni caso, il Nord ha chiarito di credere che l’iniziativa “non abbia impatti negativi” sulla sicurezza dei Paesi vicini: Kim Jong-un ha inviato un messaggio “di calorose felicitazioni” alla Academy of Defense Science, l’istituto nazionale a capo delle ricerche nel settore, per il “successo” delle operazioni. Già mercoledì il Dipartimento di Stato americano ha chiesto a Pyongyang di evitare inutili “provocazioni” e di rispettare “gli obblighi sanciti dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu, mantenendo l’impegno a negoziati sostanziali e duraturi per la stabilità delle penisola coreana e la denuclearizzazione”. Intanto, il nuovo inviato nordcoreano sul nucleare, Kim Myong-gil, ex ambasciatore in Vietnam, è arrivato in giornata a Pechino, prima tappa in vista della missione a Stoccolma, il luogo dove sono attesi i colloqui operativi con gli Stati Uniti. Martedì il primo vice ministro degli Esteri, Choe Son-hui, ha annunciato in un comunicato affidata alla Kcna che Pyongyang e Washington sarebbero tornati al tavolo oggi per un incontro preliminare e domani, sabato 5 ottobre, per un colloquio operativo. Sul tavolo peserà la mossa tattica di Kim a voler segnalare, secondo gli osservatori, l’interesse che tutte le parti hanno a raggiungere un accordo con la Corea del Nord, le cui capacità militari, tra nucleare e missili di vario generale, sono ormai avanzate. Il vettore a lancio sottomarino ha avuto una traiettoria in verticale per contenere la distanza, ha spiegato il governo di Tokyo. “E’prevedibile che il missile fosse uno a medio raggio capace di coprire fino a 2.500 km su una traiettoria normale”, ha detto il ministro della Difesa, Taro Kono. Sufficienti per colpire ogni angolo del Giappone.


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