Kim ucciso dall’agente Vx
- 25 feb 2017
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CONFERMATO L’USO DEL GAS NERVINO: LA PROVA INCASTRA LA COREA DEL NORD
PECHINO. In Corea del Sud l'attendevano e alla fine la "smoking gun", la prova regina che incastra il Nord al ruolo di mandante dell'omicidio di Kim Jong-nam, è arrivata: il fratellastro del leader Kim Jong-un è stato assassinato il 13 febbraio con gas nervino, il letale "agente Vx", altamente tossico e già usato dai sicari di Pyongyang, nonché messo al bando dall'Onu come arma di distruzione V di massa.La polizia malese ha fornito ieri i risultati preliminari dell'autopsia effettuata il 15 febbraio dai quali sono emersi le tracce su faccia e occhi di "ethyl s-2-diisopropylaminoethyl methylphosphonothiolate", più semplicemente l'"agente Vx". Ci vorranno alcuni giorni per i dati finali, ma il lavoro del Dipartimento di chimica della Malaysia è apparso "ben definito". Altra cosa, invece, sono i contorni della vicenda che hanno molti punti in sospeso. Innanzitutto, una delle due donne che attaccarono Kim all'aeroporto, versando del liquido sulla sua faccia, ha mostrato sintomi di malessere, come vomito ripetuto. Il capo della polizia malese Khalid Abu Bakar non ha detto se si tratti della cittadina vietnamita o di quella indonesiana, peraltro arrestate, ma ha precisato che entrambe sono state istruite dalla parte nordcoreana che si trattava di sostanze tossiche tanto da ricevere il consiglio di lavare le mani dopo l'attacco, compiuto "a mani nude" e senza pre- cauzioni. Un fattore che, se confermato, farebbe cadere l'ipotesi che le donne abbiano agito, a loro insaputa, come in un reality show televisivo. E rende verosimile che sarebbero forse dovute morire a causa del contatto diretto con l'agente. "Se l'agente è portato in piccoli quantitativi è difficile da rilevare - ha aggiuntoKhalid -. Le autorità avvieranno la decontaminazione di tutte quelle parti dell'aeroporto dove sospettiamo che persone coinvolte possano essere andate". Nella sua prima nota ufficiale sulla vicenda, la Corea del Nord ha accusato ieri la Malaysia di gravi violazioni nelle indagini, piene di "buchi e contraddizioni" e la Corea del Sud di agire d'intesa con Kuala Lumpur e di cospirare. Mentre i media ufficiali hanno citato il caso del nordcoreano di nome Kim Chol (visibile sul passaporto diplomatico usato da Kim Jong-nam) caduto in stato di "shock", senza menzionarne l'identità. La stampa malese, in- vece ha citato fonti della polizia secondo cui vicino alla casa dell'unico nordcoreano finora arrestato Ri Jong-chol sono stati rinvenuti diversi composti chimici, guanti e altri oggetti "utili alle indagini". Altri sarebbero ricercati, di cui quattro ritornati a Pyongyang e almeno due sospettati di essersi nascosti nell'ambasciata a Kuala Lumpur. La polizia ha negato l'invio di funzionari per la raccolta di campioni di Dna presso i familiari di Kim per il riconoscimento. Ed è considerata una "speculazione" l'ipotesi che il figlio Kim Han-sol sia arrivato o stia per arrivare in Malaysia. Intanto, i rapporti diplomatici bilaterali sono sempre più tesi: il vice premier malese Ahmad Zahid Hamidi ha chiarito che il suo Paese procederà al riesame delle relazioni bilaterali secondo il New Straits Times: "Abbiamo fatto tutto in modo pro- fessionale e nessun Paese dovrebbe accusarci del contrario".
















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