L’accusa ribadisce in appello: era mafia
- 21 mar 2018
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MONDO DI MEZZO/IL PROCURATORE PUNTA IL DITO CONTRO IL «NERO» CARMINATI
ROMA. La struttura che faceva capo a Massimo Carminati "non era un'associazione a delinquere ma un'associazione mafiosa". Lo ha detto il procuratore generale di Roma, Pietro Catalani nel corso del primo giorno di requisitoria nel processo d'appello al Mondo di mezzo. Anche nel dibattimento di secondo grado dunque l'accusa non molla la tesi dell'associazione mafiosa, perno dell'in- chiesta della Procura di Roma, ma caduta nel processo di primo grado. Catalani in aula ha criticato la sentenza del luglio scorso sostenendo che dai giudici della X sezione "è stata fatta una operazione notarile". "Non ci sono due organizzazioni, va invece riconosciuto che c'è una unità di vertice in Carminati -ha continuato il procuratore generale - Ci possono essere dei comparti diversi, ma resta il vertice e la direzione". Questo ha detto il procuratore generale in sostanza per smontare la sentenza del 20 lu- glio scorso con la quale i giudi- ci avevano riconosciuto l'esistenza di due associazioni a delinquere, guidate dall'ex Nar, Massimo Carminati e dal ras delle cooperative romane, Salvatore Buzzi. Una sentenza che, pur infliggendo 41 condanne per circa 250 anni di carcere a fronte dei 500 chiesti dalla Procura di Roma, aveva fatto cadere l'aggravante mafiosa. Catalani definisce Carminati e Salvatore Buzzi come "uomini intelligenti, che sanno cosa fare. Buzzi non parla di Carminati eppure grazie alle sue parole sono stati condannati due alti dirigenti come Odevaine e Panzironi. Di fronte a Carminati però tace. A nostro parere è un esempio della omertà intrinseca tipica delle organizzazioni mafiose". Il pm Luca Tescaroli durante requisitoria ha voluto sottolineare il carattere anche intimidato-io dell'organizzazione. "Non serve solo il controllo del territorio. Questa è una storia di corruzione che è di per se un veicolo criminogeno - ha spiegato - Si convince chi prova a resistere, si passa sopra a tutti gli altri. non va dimenticato che contiamo 11 episodi di violenza od intimidazione. È la dimostrazione che se non si rispettavano le regole il sodalizio entrava in azione. Con le cattive".
















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