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L’Alitalia presenta il piano. Oggi round con i sindacati

  • 17 mar 2017
  • Tempo di lettura: 2 min


«Tour de force» tra Governo e le parti per attuarlo

ROMA. Il piano c'è, ma ora i tempi sono stretti e ciascuno deve lavorare a tappe forzate per attuarlo. E' questa l'indicazione che arriva dopo l'incontro tra il Governo e i vertici di Alitalia sul piano industriale per il rilancio della compagnia. Piano che il Governo ha considerato "molto ampio", con "numerosi elementi da approfondire" e che richiede una "implementazione rapidissima". Per questo l'azienda incontrerà già oggi i sindacati, con i quali c'è da aprire la partita più delicata, quella sugli esuberi. Ad appena poco più di 12 ore dall'approvazione definitiva in Cda, il piano è stato presentato al Governo (che lo attendeva da oltre 2 mesi, dal 9 gennaio) dal vertice della compa- gnia al gran completo, compreso Luigi Gubitosi, neo consigliere di amministrazione e futuro presidente esecutivo: con lui l'amministratore delegato Cramer Ball, il presidente Luca Cordero di Montezemolo e il vice presidente James Hogan.

Intorno al tavolo, presieduto dai ministri dello sviluppo Carlo Calenda e dei Trasporti Graziano Delrio, anche rappre- sentanti delle banche socie, tra cui il consigliere Gaetano Miccichè (Intesa SanPaolo). L'incontro, durato circa un'ora, ha permesso ai ministri di individuare nel piano quello che era invece mancato nella prima presentazione del 9 gennaio, quando era stato chiesto all'azienda un piano "dettagliato e condiviso": i ministri hanno infatti considerato "un passo positivo" la presentazione del piano e "l'impegno degli azionisti a portarlo avanti". Il lavoro da fare però ora è molto, sottolineano Calenda e Delrio, indicando che "il lavoro di approfondimento inizia già dalle prossime ore nei rispettivi ambiti di competenza". Soddisfatto l'a.d. Ball, che ha definito l'incontro "molto proficuo", e che si prepara a presentare il piano nei prossimi giorni a dipendenti e sindacati. Uno dei capitoli più caldi è quello degli esuberi, su cui si parte già da oggi con un incontro tra azienda e sindacati mentre all'inizio della prossima settimana è previsto un incontro congiunto azienda-sindacati alla presenza dei due ministri. In attesa di vedere le carte, i sindacati sono scettici: un piano industriale "non può essere solo di tagli ed esuberi, bisogna capire quali investimenti rilanciano l'impresa", avverte Anna Maria Furlan della Cisl; un piano che "sembra fondato sulla sabbia", non di sviluppo "ma di ridimensionamento", osserva Claudio Tarlazzi della Uilt; "verificheremo se si tratta si un piano «lacrime e sangue» o se conterrà realmente ipotesi di sviluppo", aggiunge mentre Nino Cortorillo della Filt Cgil, chiede una "trattativa vera". La cifra su cui dovrebbe partire il negoziato con i sindacati è di circa 2.000 esuberi, mentre per quanto riguarda il taglio del costo del lavoro alcune indiscrezioni parlano di un taglio del 30%. Le partite aperte su cui c'è da lavorare riguardano anche altri temi.Apartire dal 'contingent equity', cioè il cuscinetto finanziario per tutelare il business plan da possibili eventi imprevisti: su questo ci sarebbe una partita aperta tra i soci, con Etihad che sarebbe più di- sponibile, mentre le banche un po' meno. Su tutto c'è la spada di Damocle dei tempi stretti: c'è infatti il problema della liquidità della compagnia sufficiente ancora per un mese.


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