L’America è sgomenta
- Redazione

- 17 ago 2017
- Tempo di lettura: 3 min
CHARLOTTESVILLE/I REPUBBLICANI SI SMARCANO, I CEO SE NE VANNO, MA TRUMP NON MOLLA

WASHINGTON. Il presidente assediato reagisce, mostra i denti, e insiste: a Char- lotsville ci sono responsabilità da entram- be le parti “ma nessuno vuole dirlo”. Do- nald Trump è travolto dalle critiche ma re- sta granitico, difendendo il suo ritardo nel condannare i neo nazisti al corteo in Virgi- nia sfociato nel sangue e puntando il dito contro la ‘alt-left’ (la sinistra estremista) che, ha detto, condivide la responsabilità per la violenza.
Il Paese è sgomento e non sa come rea- gire. I repubblicani cominciano a smarcarsi, una ad una le voci critiche si levano e si moltiplicano. Dirigenti d’azienda fanno un passo indietro, fino a costringere il tycoon a smantellare i forum economici da lui vo- luti alla Casa Bianca prima che tutte le poltrone restino vuote. E anche dall’estero, dagli alleati più stretti, giunge chiaro il rim- provero: “Non si può mettere sullo stesso piano chi ha visioni profondamente fasci- ste e chi si oppone a queste”, ha reagito, dura, la premier britannica Theresa May. “E’ importante che ogni persona in una posi- zione di responsabilità condanni le idee di estrema destra ogni volta che le sente”.
Critiche anche da Israele, a cominciare da Yair Lapid, leader del partito centrista ‘Yesh Atid’: “Non ci sono due parti (respon-abili). Quando i neo nazisti marciano a Charlottesville e urlano slogan contro gli ebrei e a sostegno della supremazia bianca, la condanna deve essere senza ambiguità”. “Quando si tratta di razzismo, antisemiti- smo e nazismo non ci sono mai due parti eguali. C’è Dio e c’è il diavolo. Punto”, sen- tenzia anche l’ex ministro della Giustizia Tzipi Livni. Le parole del presidente pronunciate durante una conferenza stampa ‘improvvi- sata’ - hanno scosso il Paese, fino a rivelare definitivamente profonde spaccature tra i repubblicani, dando il via ad una ‘proces- sione’ di dichiarazione contrarie, di nomi importanti che uno ad uno hanno comin- ciato a smarcarsi. Per il senatore della Flo- rida Marco Rubio, le ultime affermazioni di Trump costituiscono una vittoria per i gruppi suprematisti. “Gli organizzatori de- gli eventi che hanno ispirato e condotto l’at- tacco a Charlottesville sono da incolpare al 100% per una serie di motivi”, ha scritto su Twitter. “I gruppi suprematisti bianchi vedranno il fatto di avere solo la metà della colpa come una vittoria - ha aggiunto - e non pos- siamo permettere che questo vecchio male resusciti”. Gli fa eco lo speaker della Camera Paul Ryan: “Bisogna essere chiari. I suprematisti bianchi sono ripugnanti. Tale estremi- smo è contrario a tutto ciò in cui crede que- sto paese. Non ci può essere alcuna ambi- guità morale”. Fino ai due presidenti Bush: “L’America deve sempre denunciare l’in- tolleranza razziale, l’antisemitismo e l’odio in tutte le sue forme”. “Non commento le parole del presidente Donald Trump, ma ribadisco il principio che è essenziale prendere posizione contro il razzismo e la xenofobia in ogni Paese e in ogni momento”, ha detto invece il segreta- rio generale dell’Onu Antonio Guterres parlando con i giornalisti al Palazzo di Ve- tro. “Il razzismo, la xenofobia, l’antisemiti- smo e l’islamofobia stanno avvelenando le nostre società. Dobbiamo prendere posi- zione contro di loro in ogni occasione e ovunque”, ha poi scritto Guterres su Twit- ter, commentando i fatti di Charlottesville, in Virginia, con parole più dure di quelle usate dal suo portavoce dopo gli scontri. . Ma è la ‘corporate America’ che sor- prende facendosi inedita bussola morale con la sua vigorosa protesta contro la man- cata chiara condanna da parte del presiden- te Trump verso i suprematisti bianchi: uno ad uno Ceo e dirigenti d’azienda abbando- nano il tycoon che li aveva voluti al suo fian- co, in forum alla Casa Bianca volti a defini- re insieme la strategia per rendere l’Ame- rica ‘di nuovo grande’. Così i capitani d’in- dustria, da Walmart alla Campbell, non ci stanno e disertano in otto prima che Trump decida di sciogliere il consiglio manufat- turiero della Casa Bianca e il forum su po- litiche e strategie economiche le cui pol- trone vanno svuotandosi velocemente. Con un tweet: “Invece di fare pressione sulle persone del Manufacturing Council e Strategy & Policy Forum, li sciolgo entrambi. Grazie a tutti!”.
















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