L’audacia della “piccola Merkel”
- Redazione

- 26 ott 2018
- Tempo di lettura: 2 min

GERMANIA/ANNEGRET KRAMP-KARRENBAUER: “SE IL GOVERNO CADE SI VA SUBITO AL VOTO”
BERLINO. Qualcuno l'ha già letta come una sorta di candidatura: ieri la segretaria generale della Cdu, Annegret Kramp-Kar- renbauer , ha detto chiaro e tondo non solo che il governo di Angela Merkel può cadere, ma anche che, se questo accadesse, si andrebbe velocemente alle elezioni. Il commento di un giornale conservatore vicino al partito come la Faz è che la cosiddetta "piccola Merkel" (così fu battezzata quando entrò in carica nel suo attuale ruolo) si sia inserita a gamba tesa in un ambito di competenza della cancelliera. Quest'audacia, ad ogni modo, a pochi giorni dalle elezioni in Assia, ritenute decisive per gli equilibri politici a livello federale, non attira critiche. Anzi. È chiaro che i cristiano-democratici si stanno preparando. Ieri era stata Andrea Nahles, l'omologa dell'SPD, a dire di non "poter garantire proprio nulla", limitandosi a "scommettere" che la Grosse Koalition potrà resistere al voto del Land di Francoforte, dove Cdu e Spd sono in caduta libera. E uno dei falchi della Csu, Alexander Dobrindt, ha replicato ammonendo i socialdemocratici: la reazione alle prossime urne non dovrà essere una fuga dal governo, atteggiamento irresponsabile, che certo non porterebbe voti. A profetizzare "scosse nei partiti", che potrebbero mettere in moto il "grande cambiamento", era stato qualche giorno fa l'autorevolissimo Wolfgang Schaeuble, che ieri ha precisato di ritenere Merkel in una buona posizione: il cancelliere è tutelato dall'ordinamento tedesco. Ma le parole di AKK, l'acronimo con cui si rende più accessibile il lungo nome della Karrenbauer, erano un avvertimento anche al presidente del Bundestag, che fino a qualche tempo fa sponsorizzava la crescita del giovane ministro della Salute, il "Merkel-critico" Jens Spahn. Non si rimescoleranno le carte, se cadrà l'esecutivo, e Merkel non accetterà l'opzione di un governo di minoranza, è il messaggio. I sondaggi delle elezioni di domenica danno la coalizione uscente (nero-verde) per sconfitta. E diverse sono le alleanze possibili se il voto dovesse confermare i dati che vedono la Cdu al 27% (nel 2013 presero il 38,3%) e l'Spd al 22% (dal 30,7 di 4 anni fa). Terzo partito sono i Verdi, che volerebbero al 18,5% , l'ultradestra di Afd otterrebbe il 13 e i liberali, che stavolta potrebbero fare da ago della bilancia, il 7,5 Merkel ha ribadito anche ieri che "domenica si vota per l'Assia", aggiungendo che "dopo torneremo a parlare di Berlino". Ma le sue parole più citate in queste ore sono quelle con cui ha negato di avere in mente un successore: ogni volta che un cancellie- re ha provato a imporne uno, ha fallito "ed è anche giusto che sia così". Una rievocazione, quasi esplicita, del tentativo di Helmut Kohl di scegliere Schaeuble, invece della donna "ossi" che aveva portato al governo.
















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