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L’Austria ricuce lo strappo

  • 23 lug 2017
  • Tempo di lettura: 2 min


BOLZANO. E’ toccato al cancelliere austriaco Christian Kern ricucire lo strappo con Roma, causato prima dalla minaccia di inviare blindati al Brennero e poi dal brusco invito del ministro degli Esteri Sebastian Kurz a bloccare i migranti a Lampedusa. “Serve più sensibilità nei confronti dell’Italia”, ha detto il capo del governo viennese al quotidiano Presse am Sonntag dopo aver chiamato Paolo Gentiloni, che aveva respinto al mittente le “improbabili lezioni” impartite nei giorni scorsi da Vienna e Budapest. Kern ha anche smontato lo spauracchio del Brennero.

Con toni inusuali verso un partner di coalizione (almeno fino alle elezioni), il cancelliere leader dei socialdemocratici ha strigliato il suo giovane ministro degli Estri e capo dei popolari: “Così non va, non possiamo posizionarci contro l’Italia”. In questo contesto il capo del governo austriaco ha fatto tra l’altro riferimento alla funzione tutrice di Vienna nei confronti dell’Alto Adige e ha definito “comprensibile” il rammarico di Roma.

Il rapporto tra socialdemocratici e popolari attualmente è come quello di coniugi separati che per cause di forza maggiore sono costretti a vivere ancora sotto lo stesso tetto.

Il 15 ottobre gli austriaci sono infatti chiamati alle urne per elezioni anticipate e quel giorno, con ogni probabilità, si separeranno definitivamente le strade di Spoe e Oevp.

Il chiarimento tra Kern e Gentiloni è arrivato a poche ore dal messaggio lanciato dal premier italiano al gruppo di Visegard in risposta alla richiesta di chiudere i porti per arginare i flussi migratori (respinta tra l’altro oggi anche da Angelino Alfano): “Dai nostri vicini, dai Paesi che condividono il progetto europeo, abbiamo diritto di pretendere solidarietà. Non accettiamo lezioni né parole minacciose”, aveva avvertito Gentiloni. “Serenamente - aveva aggiunto - ci limitiamo a dire che noi facciamo il nostro dovere e pretendiamo che l’Europa faccia il proprio, senza darci im- probabili lezioni”.

Evidentemente l’invito è stato accol- to da Kern, anche se non era stato chiamato in causa direttamente.

Secondo il cancelliere, Vienna (ovvero il ministro degli Esteri Kurz) deve assolutamente evitare “di essere associata in un gruppo con Viktor Orban e la Lega Nord. Chi è contro tutti, resta solo. La reputazione dell’Austria non va messa a rischio per una campagna elettorale”, ha aggiunto proprio in riferimento al 15 ottobre.

l tema migranti, è stato il suo ragionamento, “va tenuto fuori dal dibattito pubblico e dalla campagna elettorale austriaca. La politica estera e la diplomazia - ha aggiunto, con un altro chiaro riferimento a Kurz - vanno fatte a porte chiuse”.

Kern ha comunque anche criticato il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, definendo “inaccettabile” il paragone di Kurz con un naziskin. Infine, il Bunde- skanzler ha messo in chiaro che “al Brennero viene messa in scena un’emer- genza che non esiste”: “Ancora oggi - ha detto a Presse am Sonntag - dai Balcani arrivano più richiedenti asilo che dal Brennero”.

Una chiusura del Brennero, tra l’altro, “colpirebbe soprattutto l’Alto Adige”. Per il momento le acque si sono calmate, ma le elezioni in Austria sono ancora lontane.


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