L’economia Usa frena
- Redazione

- 29 nov 2018
- Tempo di lettura: 2 min

ED È SCONTRO TRUMP-POWELL SUI TASSI DI INTERESSE
WASHINGTON.La crescita dell’economia americana rallenta nel terzo trimestre dell’anno, anche se resta abbastanza sostenuta grazie all’impatto positivo sulla spesa della riforma fiscale targata Trump. Il taglio delle tasse per 1.500 miliardi di dollari continua infatti ad incentivare i consumi delle famiglie e gli investimenti delle imprese,permettendo al Pil di fare da luglio a settembre un ulteriore balzo del 3,5%. Il presidente americano esulta, mentre in una intervista al Washington Post torna ad attaccare duramente il presidente della Fed, Jerome Powell, accusandolo di remare contro la crescita e di frenare la cavalcata di Wall Street con la sua politica di rialzo dei tassi di interesse:“Non sono per niente contento di lui”, afferma Trump, ribadendo come a suo parere “continuare ad alzare i tassi di interesse è un errore che sta danneggiando l’economia, come dimostra il caso della General Motors”, il gigante dell’auto che ha annunciato un piano di ristrutturazione che prevede il taglio del 15% della forza lavoro chiudendo sette stabilimenti negli Usa. La replica di Powell, pur senza mai citare il presidente, non si è fatta 2,0 attendere: “Non c’è nessun piano predefinito, ci muoviamo in base ai dati. E il percorso di rialzo dei tassi di interesse è stato disegnato per riequilibrare i rischi esistenti”,si è difeso il banchiere centrale intervenendo all’Economic Club of New York: “La Fed deve concentrarsi sui pericoli insiti nel muoversi troppo in fretta o troppo lentamente”, ha spiegato, sottolineando come l’economia americana sta crescendo al di sopra del normale andamento, così come cala la disoccupazione. Le parole di Powell fanno volare Wall Street, così come la crescita del 3,5% nel terzo trimestre. Quest’ultima era quella attesa dagli analisti, sostenuta nonostante nei tre mesi precedenti il pil fosse cresciuto del 4,2%. Ma il clima è quello di un moderato ottimismo, in vista del dato di fine annoche terrà conto della stagione degli acquisti che si è aperta con il Black Friday e che proseguirà con le festività di fine anno. Un periodo che può assicurare l’ennesima robusta iniezione di fiducia, in un’economia americana che al momento continua ad avere il ruolo di locomotiva a livello globale. Anche se all’orizzonte si addensano le nubi di una possibile nuova crisi.
















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