“L’eterno rapporto di forza”
- Redazione

- 25 mag 2017
- Tempo di lettura: 3 min

CANNES/“L’INGANNO”, IL FILM DI SOFIA COPPOLA SUGLI UOMINI E LE DONNE
CANNES. Metti un uomo in un gruppo di donne e guarda cosa può accadere: con lo sguardo di un entomologo Sofia Coppola rappresenta un universo femminile chiuso, all’apparenza perfetto, prima disgregato e poi ricomposto, quando un elemento estraneo ci capita dentro, azione e reazione come fosse biologia molecolare. E’ L’Inganno, l’atteso film della regista di Lost in translation che è tornata in concorso al festival di Cannes per la seconda volta nella sua car- riera dopo Marie Antoinette, 11 anni fa. E con un cast di all star con Colin Farrell, Nicole Kidman, la sua attrice feticcio Kirsten Dunst (sin dal Giardino delle Vergini Suicide), Elle Fanning , per questo film remake di Les Proies di Don Siegel con Clint Eastwood protagonista (1971), in sala con Universal il 14 settembre, adattamento del romanzo The Beguiled di Thomas Cullinan. Un thriller con una grande messa in scena e una perfetta direzione degli attori, salutato positivamente dai primi commenti a caldo. “Sono sempre stata interessata alle relazioni tra donne - dice la regista che mise piede a Cannes da ragazzina accompagnando il padre Francis Ford l’anno che vinse la palma d’oro per Apocalypse Now nel 1979 - e in questo caso provo a vedere come possono cambiare se si intromette un uomo”. Siamo nel Sud americano durante la guerra di Secessione. Un collegio femminile, nello stato secessionista della Virginia, resiste alla battaglia circostante di cui si sentono i fragori, tenuta da madamoiselle Martha (Nicole Kidman) religiosa, materna e al tempo stesso rigorosa che continua, con l’aiuto di madame Edwina (Kirsten Dunst) a impartire lezioni scolastiche, di musica e di vita a tre giovani fanciulle. Quando la più piccola di loro cercando nei boschi dei funghi trova ferito un soldato ‘nemico’ dell’Unione, il caporale John McBur- ney (Colin Farrell) non esita a trascinarlo nella villa. Con spirito caritatevole e grande coraggio madamoiselle lo cura, togliendo le pallottole che ha su una gamba come fosse un chirurgo e lo nasconde quando i sudisti la mettono in guardia sul pericolo di unionisti in fuga solitaria. In un crescendo drammatico esplodono a poco a poco, sull’onda ‘ormonale’ della presenza maschile, gli equilibri tra queste
donne, ciascuna delle quali e in modo diverso è attratta e allo stesso tempo sedotta dal soldato, in un gioco gotico di rivalità e pericolose vendette. Sofia Coppola la definisce una storia sui “rapporti di forza tra i sessi, sulla tensione sotterranea tra uomini e donne, raccontati però da punti di vista femminili e tutti diversi legati al carattere e alle diverse età delle protagoniste. Senza dimenticare il contesto storico, la guerra, che mette le donne alla prova dell’autosufficienza”. L’elemento ‘femminile’, al centro della storia, è anche il motivo per cui Nicole Kidman ha accettato con slancio il film “sapevo che con Sofia sarebbe stato un viaggio, un’esplorazione diversa dalle altre. Lavorare con le donne significa proprio questo, punti di vista diversi. E sono davvero troppo poche, voglio sostenerle - spiega la Kidman che ha criticato Hollywood per il poco spazio che da alle donne regista - Da qualche tempo si dice le cose stanno cambiando ma non è ancora affatto cosi. Sono a Cannes anche per dare il mio sostegno, che sia al cinema come con L’Inganno o in tv come con la serie di Jane Campion Top of the lake: China Girl”.
















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