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L’Fmi promuove l’Italia

  • 11 ott 2017
  • Tempo di lettura: 2 min


IL PIL DEL BELPAESE RIVISTO AL RIALZO ALL’1,5% MA RESTANO I NODI DEL DEBITO

NEW YORK. Il Fondo Monetario Internazionale promuove l'Italia. La crescita del Belpaese viene rivista al rialzo all'1,5% quest'anno e all'1,1% il prossimo ed è accompagnata da un calo della disoccupazione, che però resta a due cifre. Progressi importanti in un quadro di accelerazione della ripresa a livello globale, anche se restano due nodi da sciogliere: da un lato l'elevato debito pub- blico, che il Fmi stima al 133% nel 2017, e dall'altra parte i crediti deteriorati: ne ha in pancia il 30% dello stock di Eurolandia. '"L'Italia ha compiuto enormi progressi nel riformare il settore finanziario", ma resta il problema dei non performing loan che limi- tano l'erogazione del credito, afferma il capo economista del Fmi Maurice Obstfeld. ‘’Non ci sono alternative’‘: la questione dei crediti deteriorati va affrontata anche se può essere dolorosa per le banche, aggiunge citando il caso positivo di Unicredit e della sua raccolta di capitale. L'invito è quindi a fare di più sul fronte finanziario. E si tratta di un invito che riguarda tutta Eurolandia, sulla scia di quello della Bce: i crediti deteriorati nell'area euro restano elevati, al 5,7% nel primo trimestre, con punte di oltre il 10% in sei paesi. In Italia a fronte di una crescita che prende slancio, pur restando la più bassa fra i paesi del G7 insieme al Giappone, resta anche da risolvere il nodo del debito. Il Fondo lo stima salire quest'anno al 133% dal 132,6% del 2016. Nel 2018 invece si assisterà a un calo sostenuto al 131,4%. I dati sono superiori a quelli del governo che, nella nota di aggiornamento del Def, prevede un debito in calo nel 2017 al 131,6% e al 130% nel 2018. L'istituto di Washington prevede un deficit al 2,2% del pil nel 2017 e all'1,3% nel 2018. L'accelerazione dell'Italia, dove l'Istat certifica un aumento della produzione industriale in agosto del 5,7%, arriva in un contesto di rafforzamento della crescita economica globale. Il Pil del mondo è rivisto al rialzo dal Fmi al 3,6% nel 2017 e al 3,7% nel 2018, spinto da Eurolandia, Cina e Stati Uniti. Ma il Fmi invita a non mollare la presa perché sulla ripresa ci sono "rischi seri" fra i quali il protezionismo e l'inflazione bassa, in molti paesi ben lontana dal target del 2% fissato dalle banche centrali. I prezzi continuano infatti a essere sotto pressione con la crescita dei salari al palo, che complica il quadro di azione politica allontanando la popolazione "disincantata" dalle istituzioni. In Eurolandia, che crescerà quest'anno del 2,1%, l'inflazione raggiungerà il 2% nel 2022, attestandosi all'1,5% e all'1,4% nel 2017 e nel 2018. Secondo il Fmi al di là degli npl, che rischiano di riaccendere tensioni, c'è il rischio Spagna: la situazione del paese alle prese con la richiesta di indipendenza della Catalogna "preoccupa", "crea incertezza" con il rischio di contagio del Portogallo e di altri paesi. Di fronte a questo quadro il Fmi sprona a ‘’non compiacersi’‘ perchè la ‘’ripresa è incompleta’‘: di fronte a ‘’problemi globali serve cooperazione globale’‘ dice l'istituto in quello che, insieme al rifiuto del protezionismo, sembra essere un messaggio al presidente americano Donald Trump.


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