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L’inflazione frena con benzina e alimentari

  • 29 set 2018
  • Tempo di lettura: 2 min



Il carrello della spesa in aumento. Si attenuano le tensioni sui beni di largo consumo

ROMA. L'inflazione rallenta a un tasso dell'1,5%, a settembre, dall'1,6% di agosto dopo quattro mesi in ac- celerazione. Dai dati preliminari dell'Istat emerge un indeboli- mento della dinamica dei prezzi, frenata dagli alimentari freschi e dai carburanti. L'inflazione italiana smentisce così le attese degli analisti - orientate ad un leggero rialzo - ed è in controtendenza rispetto a quella dell'insieme dell'Eurozona, dove il tasso sale al 2,1 per cento a settembre dal 2% di agosto. Nel Belpaese l'indice mensile dei prezzi al consumo vede addirittura un calo dello 0,4 per cento, il primo segno meno da quasi un anno, a partire da novembre 2017, e realizza il risultato peggiore da circa tre anni, a partire da novembre 2015. Dietro a questa flessione, c'è il calo dei servizi di trasporti (-4,9% da agosto) e, in misura più contenuta, dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,9%), che l'Istat attribuisce a "fattori di natura stagionale". In altri termini, è l'effetto della bassa stagione del turismo che ha portato a forti ribassi nel trasporto aereo (-26,2 per cento rispetto al mese precedente), ma anche nei pacchetti turistici nazionali (-29 per cento) e nei soggiorni in villaggi vacanze, campeggi ed ostelli (-26,6%). La minore inflazione si riflette sulle tensioni relative ai prezzi dei prodotti di lar- go consumo che si attenuano: i prezzi del cosiddetto carrello della spesa con i beni alimentari, per la cura della casa e della persona rallentano la loro crescita da +2,1 per cento a +1,9 per cento, un livello comunque più sostenuto di quello dell'indice generale. In particolare per i prezzi dei beni alimentari freschi la crescita su base annua si riduce dal 3,1 per cento di agosto al 2,4 per cento, per quelli dei servizi relativi ai trasporti da 2,8% a +2,5% e per quelli dei beni energetici non regolamentati, come i carburanti, da +9,5% del mese precedente a +9,3%, un valore che resta comunque elevato. Nel prossimo futuro, gli aumenti delle tariffe di gas ed elettricità stabiliti dall'autorità per l'energia a partire da ottobre rischiano di spingere i prezzi verso l'alto pesando ulteriormente sulle tasche degli italiani.


Le associazioni dei consumatori danno così l'allarme stangata. Federconsumatori, il Codacons e l'Unc stimano - con cifre leggermente diverse tra loro - che anche un tasso di inflazione come quello di settembre, all'1,5 per cento, comporta rincari di oltre 400 euro l'anno a famiglia. L'ufficio studi di Confcommercio esprime, al contrario, la preoccupazione che sia troppo debole la di- namica di fondo dell'inflazione - al netto delle compo- nenti più volatili resta ferma allo 0,8 per cento - e auspi- ca la "prosecuzione nei prossimi mesi di una politica monetaria accomodante, condizione indispensabile per evitare il peggioramento della dinamica economica".


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