L’Iran sfida gli Stati Uniti
- Redazione
- 14 feb 2019
- Tempo di lettura: 3 min
DURO MESSAGGIO DELL’AYATOLLAH KHAMENEI MENTRE INIZIA LA CONFERENZA DI VARSAVIA

WASHINGTON. Gli Stati Uniti sono "fianco a fianco" con la Polonia come "parte della più riuscita alleanza militare nella storia del mondo". Lo ha detto il vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence, parlando della Nato ieri a Varsavia dove è giunto per partecipare alla conferenza internazionale sul Medio Oriente. Pence ha espresso apprezzamento per la presenza di truppe americane in Polonia accanto a quelle locali. Secondo il vicepresidente americano, "il mondo di oggi è di fronte al pericolo più grande dalla caduta del comunismo un quarto di secolo fa". La conferenza, bollata da alcuni come 'anti-Iran', è iniziata ieri sera con una cena nel Castello reale di Varsavia. Domani Pence, accompagnato dal capo di Stato polacco Andrzej Dud, farà tappa ad Auschwitz per visitate il Museo del campo di sterminio nazista. E mentre a Varsavia si apre la conferenza sul Medio Oriente, promossa dagli Usa in funzione anti-Iran, la Guida suprema di Teheran l’ayatollah Ali Khameneilancia il suo messaggio a un Paese sempre più sto pressione internazionale e colpito sta- sera anche da un attacco terroristico nel sud- est che ha ucciso almeno 30 Pasdaran: "Se prima gli Stati Uniti pensavano di poter sconfiggere l'establishment islamico e la nazione iraniana con pochi venduti iraniani o qualche aereo, oggi sentono di aver bisogno di una coalizione di decine di Stati ostili o intimoriti per sfidare politicamente/militarmente la Repubblica islamica, ma fal- liranno comunque" "Oggi, proprio come nei primi giorni della Rivoluzione, l'Iran sovrano si confronta con sfide poste da poteri arroganti ma con una significativa differenza in termini di potere crescente. Se allora la sfida consisteva nell'esporre il covo delle spie (dell'ambasciata Usa) o nel chiudere l'ambasciata del regime sionista a Teheran, oggi riguarda i confini del regime sionista, il porre fine all'intrusione degli Stati Uniti nell'Asia occidentale e il sostegno dell'Iran alla causa palestinese nei territori occupati e a Hezebollah e alla sua resistenza", ha aggiunto Khamenei nella dichiarazione, letta alla tv di Stato iraniana. Eventuali "negoziati con gli Stati Uniti non porteranno altro che danni materiali e spirituali. Con gli Stati Uniti non è immaginabile la soluzione di nessun problema", ha scritto l'ayatollah Ali Khamenei. Una posizione ribadita anche dal presidente Hassan Rohani, che però non chiude la porta al dialogo: "Siamo sempre pronti a discutere", ma "non siamo disposti ad accettare imposizioni e pressioni". Per Teheran una vittoria arriva intanto in tribunale. La Corte internazionale di giu- stizia dell'Aia ha dichiarato ieri "ammissibile" la sua richiesta di recuperare due mi- liardi di dollari congelati negli Stati Uniti. Fondi che Washington voleva destinare alle vittime di attacchi attribuiti all'Iran. Nelle stesse ore in cui si apre la conferenza in Polonia, la Repubblica islamica viene colpita da uno dei più gravi attacchi terroristici degli ultimi mesi. È di almeno 30 Pasdaran uccisi e altri 10 feriti il bilancio di un attentato kamikaze con un veicolo carico di esplosivo che ha colpito un bus delle Guardie della Rivoluzione nella re- gione sudorientale del Sistan e Baluchistan, al confine con Pakistan e Afghanistan. Un attacco subito rivendicato dai qaedisti di Jaish al Adl (L'Esercito della Giustizia), da tempo attivi nell'area. "È una coincidenza che l'Iran sia colpito dal terrorismo lo stesso giorno in cui inizia il circo di Varsavia? In particolare quando i sodali di alcuni terroristi lo celebrano dalle strade di Varsavia e lo sostengono con account Twitter automatici?", è stata la reazione via Twitter del ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif, secondo cui "gli Stati Uniti sembrano fare sempre le stesse scelte sbagliate, aspettandosi però risultati diversi".
















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