L’Italia in corsa al Tribeca
- Redazione

- 9 mar 2018
- Tempo di lettura: 2 min

NEW YORK/IL FESTIVAL DEL CINEMA APRIRÀ IL 18 APRILE, 3 I FILM ITALIANI
NEW YORK. L’Italia corre al Tribeca. Tre film italiani saranno presentati al festival del cinema fondato da Robert De Niro dopo le stragi dell’11 settembre. In calendario sono stavolta quasi cento film di 103 cineasti, 44 dei quali, pari al 46 per cento, diretti da donne, la più alta percentuale, nella storia del festival. “The Man Who Stole Banksy”, diretto da Marco Proserpio e narrato da Iggy Pop, è una delle entry italiane presentata in prima mondiale. C’è poi “Daughter of Mine, Figlia Mia”, per la regia di Laura Bispuri e “Nico, 1988”, regia e copione di Susanna Nicchiarelli sulla vicenda di una ex superstar di Andy Warhol e poi vocalist di Velvet Underground. A chiusura della rassegna, il festival mostrerà in prima mondiale “The Fourth Estate” della documentarista candidata agli Oscar Liz Garbus che segue le attività del New York Times nel primo anno della presidenza Trump. Fiore all’oc- chiello della kermesse sarà la prima mondiale di “Zoe”, una storia di amore e fantascienza di Drake Doremus con Ewan Mc- Gregor, Léa Seydoux, Rashida Jones e Theo James. Il Tribeca Film Festival si svolgerà tra 18 e 29 aprile. Nel calendario, 75 film su 96 sono inediti e 46 sono opere prime. La rassegna è frutto di una selezione fatta su ben 8.799 proposte. “E’ un cartellone che celebra la diversità in America e dà il benvenuto a nuove voci internazionali in un momento di attivismo culturale e sociale”, ha detto Paula Weinstein, vice presidente di Tribeca Enterprises. Secondo Cara Cusumano, direttrice della programmazione, “in un anno che ci ha ricordato come mai di cosa ci divide e cosa ci lega, il programma abbraccia lo straordinario potere del cinema di colmare le differenze”. “The Man Who Stole Banksy”, scritto da Proserpio con Filippo Perfido e Christian Omodeo, ritorna a quando nel 2007 il leggendario re della della street art entra di soppiatto a Betlemme per dipingere sul muro della West Bank. Un graffito of- fende i locali: un poliziotto israeliano che chiede i documenti a un asino. Walid, un tassista del posto, col sostegno della comunità, taglia la scena per venderla su e- Bay al miglior offerente. Il film di Proserpio corre nella sezione documentari, per la quale il Tribeca è stato un notevole launchpad negli anni precedenti. In “Figlia mia”, produzione italo- svizzera-tedesca con Valeria Golino e Alba Rohrwacher, madre biologica e madre adottiva si contendono l’affetto della picciola Vittoria. Infine “Nico, 1988”, italo-belga, al de- butto in Nord America: diretto e scritto da Susanna Nicchiarelli è un film on the road lungo le orme dell’ultimo tour del musicista. Con Trine Dyrholm, John Gordon Sinclair, Anamaria Marinca, Sandor Funtek, Thomas Trabacchi, Karina Fernandez, Calvin Demba.
















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