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L’omertà di una città ferita

  • 31 mar 2018
  • Tempo di lettura: 2 min


OSTIA/INIZIA IL PROCESSO CONTRO IL CLAN SPADA PER LA TESTATA A PIERVINCENZI

ROMA. DanielePiervicenzi,ilreporterdella Rai aggredito, assieme al suo collega Edoardo Anselmi, il 7 novembre da Roberto Spada ad Ostia, ha assicurato di non "provare nei confronti di quell'uomo alcun tipo di rancore". Parole dette mentre entrava nell'aula Occorsio del tribunale di Roma dove è iniziato il processo a carico dell'esponente del clan attivo sul litorale e del suo guardaspalle Ruben Alvez Del Puerto. Nel corso dell'udienza il giornalista della trasmissione "Nemo-nessuno escluso" ha ricostruito, davanti ai giudici della nona sezione penale, quanto accaduto davanti alla palestra di Nuova Ostia, fortino del clan Spada. Un racconto seguito dal fratello di Romoletto in collegamento video dal carcere di Tolmezzo, dove si trova detenuto al 41 bis per l'accusa di lesioni personali e violenza privata aggravate dal metodo mafioso. "Di quella giornata - ha detto Piervincenzi - ho sopratutto il ricordo di un ragazzo, credo un passante, che mentre ci allontanavamo sanguinanti ci disse: 'questo è quello che vi succede se venite a rompere a Ostia'". Nella prima udienza del processo si è costituito parte civile anche il Comune di Roma che va ad unirsi con le già costituite Federazione nazionale della stampa e il Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, Regione Lazio e l'associazione 'Libera'. Rispondendo alle domande del pm Giovanni Musarò, il reporter ha raccontato che "il tema dell'intervista era quello della tornata elettorale nel decimo municipio; l'attualità politica - ha spiegato Piervincenzi -. La domanda scomoda era quella sul sostegno degli Spada a Casapound, l'unica alla quale Roberto Spada voleva sottrarsi. Lui non ha mai espresso la volontà di interrompere l'intervista: è stata una escalation di cui io ingenuamente non mi sono reso conto. Dopo una fase dialettica la situazione ha cominciato a cambiare". Il giornalista ha raccontato che il fratello di Romoletto ad un certo punto ha preso un manganello. "Era un po’ inquietante - ha aggiunto -. Era inaspettato perché lui cambiava spesso atteggiamento, in alcuni momenti sembrava più arrabbiato, in altri dialogava o mi prendeva in giro. Ad un certo punto ha cominciato a guardarsi intorno, poi mi ha colpito improvvisamente con una testata. Per un momento non ho visto più nulla, poi ho sentito il manganello sulla schiena". Nella sua ricostruzione Piervicenzi ha ricordato anche i colpi ricevuti dal suo collega: "Dopo la violenta testata ho cominciato a riconnettere quando ho sentito l'aggressione a Edoardo e le sue urla. Veniva colpito con dei pugni al volto". Il reporter ha sottolineato che l'azione violenta si è consumata in un contesto omertoso. "C'erano una decina di persone - ha concluso - tra quelle dentro e fuori la palestra, ma nessuno ci ha aiutato. Durante l'aggressione ho sentito distintamente tapparelle abbassarsi. Prima c'erano curiosi affacciati alla finestre, poi sono spariti tutti".


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