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l Papa: in rete crimini contro bimb



FRANCESCO NEL DISCORSO AL PRIMO CONGRESSO: NON SOTTOVALUTIAMO I DANNI DEL WEB

CITTÀ DEL VATICANO. "Mobilitarci insieme" contro la "dark net" e i "crimini" contro i bambini in Rete. Non avere "paura", non lasciarsi "paralizzare dal senso di impotenza". "Non sottovalutare il danno che viene fatto dalla violenza in Rete ai bambini", ma anche agli adulti, e che "incide effettivamente anche sull'immaginario dell'amore e sulle relazioni tra i sessi". Contrastare "con determinazione" questi "crimini gravissimi". È netto il Papa nel far propria la prospettiva della "Dichiarazione di Roma. Per la dignità del minore nell'era digitale". Nella Sala Clementina, presenti anche il presidente del Senato Pietro Grasso e il ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli, papa Bergoglio ha ricevuto dalla sedicenne irlandese, Muireann O’Carroll, la Dichiarazione che riassume il lavoro del congresso internazionale sulla dignità del bimbo in Rete. Il congresso ha radunato circa 150 da diversi paesi del mondo, tra scienziati, membri di governi, delle forze dell'ordine, di Ong, di grandi aziende, di fondazioni che lavorano da tanto tempo per la protezione dei minori e si conclude oggi alla Gregoriana. Organizzato dall'istituto per la protezione dei minori attivo presso l'ateneo dei gesuiti, è la prima iniziativa del genere nel mondo, per raccogliere quella che il Papa ha definito "la sfida probabilmente più cruciale di tutte per l'avvenire della famiglia umana: la protezione della dignità dei giovani, della loro crescita sana, della loro gioia e della loro speranza". Il congresso è frutto della nuova consapevolezza della Chiesa nella lotta agli abusi: "La Chiesa - ha detto papa Francesco - è diventata negli anni recenti sempre più consapevole di non aver provveduto a sufficienza al proprio interno alla protezione dei minori: sono venuti alla luce fatti gravissimi" e "la Chiesa sente oggi un dovere particolarmente grave di impegnarsi in modo sempre più profondo e lungimirante per la protezione dei minori e e la loro dignità, non solo al suo interno, ma in tutta la società e in tutto il mondo, non da sola", ma collaborando con tutte le forze che si vogliano impegnare "nella stessa direzione". E che per il Papa non si tratti di un impegno solo teorico si è compreso quando ha chiesto ai congressisti e tutte le realtà mondiali che essi rappresentano di "mobilitarci insieme". "Guardia- mo la realtà, - ha esortato - come l'avete guardata voi in questi giorni. Nella rete dilagano fenomeni gravissimi: la diffusione di immagini pornografiche sempre più estreme perché con l'assuefazione si alza la soglia di stimolazione; il crescente fenomeno del sexting fra i giovani e le ragazze che usano i social media; il bullismo che si esprime sempre più online ed è vera violenza morale e fisica contro la dignità degli altri giovani; la sextortion; l'adescamento dei minori a scopo sessuale tramite la rete è ormai un fatto di cui le cronache parlano continuamente; per arrivare fino ai crimini più gravi e spaventosi dell'organizzazione online del traffico delle persone, della prostituzione, perfino dell'ordinazione e della visione in diretta di stupri e violenze su minori commessi in altre parti del mondo. La rete ha perciò un suo aspetto oscuro e delle sue regioni oscure (la dark net) dove il male trova modi sempre nuovi e più efficaci, pervasivi e capillari per agire ed espandersi". "Non pensare che le soluzioni tecniche e automatiche, i filtri, siano sufficienti"; ha rimarcato il Pontefice, e non credere che in Rete si eserciti la libertà: "qui si tratta di crimini contro cui bisogna procedere con intelligenza e determinazione, allar- gando la collaborazione dei governi e delle forze dell'ordine a livello globale". E ancora ha chiesto nuova "consapevolezza della gravità dei problemi", "leggi adeguate", "controllare gli sviluppi della tecnologia", "identificare le vittime e perseguire i colpevoli", assistere e riabilitare i bimbi, aiutare educatori e famiglie, "essere creativi nell'educazione dei giovani a un adeguato uso di internet", "sviluppare la sensibilità e la formazione morale", "continuare la ricerca scientifica in tutti i campi connessi con questa sfida". "Lavoriamo dunque insieme - è stato il suo invito conclusivo - per avere sempre il diritto, il coraggio e la gioia di guardare negli occhi i bambini del mondo".


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