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L’Ue cerca l’intesa sui dazi e sulla Cina

  • 12 nov 2016
  • Tempo di lettura: 2 min

Ma è scontro tra Bruxelles e Italia: il ministro Calenda sorprende i “28” con il suo parere molto negativo


BRUXELLES. Nuovo scontro tra Ue e Italia, questa volta sulla politica commerciale e i dazi antidumping a difesa delle imprese minacciate dall'invasione del mercato da parte della Cina. I 28 rischiano infatti di andare avanti con proposte che non piacciono al ministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda sia sull'ammodernamento degli strumenti di difesa commerciale che sul nuovo sistema che elimina le liste dei Paesi a economia di mercato (Mes) e non, e che dovrà essere applicato a Pechino. E' la fotografia emersa al termine del Consiglio commercio, dove si è "profilata una maggioranza qualifica- ta" senza l'Italia per procedere sull'antidumping, sotto il pressing di Commissione e presidenza slovacca Ue intenzionati ad arrivare a un'intesa "entro fine anno". "Abbiamo dato un parere fortemente negativo" su en- trambi i dossier, ha dichiarato in tono bellicoso Calenda lasciando la riunione dei 28 mentre era ancora in corso. La prima proposta, infatti, è "al ribasso rispetto a quella che noi abbiamo fatto", mentre quella sul Mes è un "compromesso su basi giuridiche estremamente tra- ballanti che rischia di mettere in discussione moltissimi posti di lavoro in Europa". Anzi, ha rincarato la dose il ministro, è il giunto il momento che "l'Ue si svegli" o un "approccio ideologico alla globalizzazione" non farà altro che "favorire il ritorno dei protezionismi". Il franco scambio di vedute dai toni accesi davanti ai 28 ha lasciato "sorpresa", riferiscono fonti Ue, la presidenza slovacca e di ghiaccio la commissaria Cecilia Malmstroem, impermeabile alle critiche italiane. "Siamo davvero sicuri che la nostra proposta" che supera il Mes per la Cina "è legalmente sostenibile e pienamente in linea con la legislazione Ue e internazionale", ha ribattuto, avvertendo che "nella discussione oggi quasi tutti i Paesi erano più o meno a favore". Unica concessione, più tempo per pensarci: "è normale", ha aggiunto, "che tutti abbiano bisogno di un po' più di tempo per studiare i dettagli di una proposta presentata solo due giorni fa". Il punto è che, se sulla Cina non si deciderà subito e continuerà a restare in vi- gore l'attuale sistema, sul fronte della revisione del sistema dei dazi antidumping ci sono già, hanno riferito le fonti, "17 stati membri" a favore, con unici contrari, per motivi opposti, l'Italia da una parte e dall'altra Spagna, Svezia e Paesi baltici. La Gran Bretagna ha ammorbidito le sue posizioni mentre la Germania ha chiesto una "buona soluzione". L'intenzione della presidenza slovacca, che ha evitato di giustezza di procedere al voto vero e proprio già ieri, resta di "risolvere le pre- occupazioni" dei contrari. Le discussioni continueranno nei prossimi giorni a livello tecnico.La presidenza Ue si dice "ottimista".


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