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La Butterfly vince la sfida


MILANO/SUCCESSO ALLA SCALA, RECORD DI SPETTATORI IN TUTTO IL MONDO


MILANO. Applausi calorosi per 14 minuti, un incasso di poco meno di due milioni di euro, 2,6 milioni di spettatori davanti alla tv solo in Italia, trasmissioni in tutto il mondo anche al cinema (Corea del Nord inclusa): il sovrintendente Alexander Pereira ha tutti i motivi per essere soddisfatto della Madama Butterfly con cui la Scala ha inaugurato la stagione. Una Scala che, è convinto, ha mandato un messaggio chiaro. “In un momento di crisi, di anni difficili - ha spiegato il sovrintente Pereira - il Paese deve mostrare la sua eccellenza. Le crisi si superano con le proprie forze e dalla Scala è venuto un segno forte che nel Paese c’è grande qualità. E’ un segnale per l’Italia e per il mondo”. Nelle parole del sindaco di Milano, Giuseppe Sala: “C’è stato un filo d’azzardo” nello scegliere di mettere in scena la versione dell’opera del 1904, fischiatissima all’epoca, ma “invece è stato un trionfo”; in quelle del direttore d’or- chestra Riccardo Chailly è arrivato il dovuto riconoscimento a Puccini. In real- tà, a correre un rischio altrettanto grande, visti i precedenti, è stata la Rai. Il Macbeth diretto da Riccardo Muti andato in onda il 16 dicembre 1997 è la trasmissione di RaiUno con l’audience più basso mai registrato sulla rete ammiraglia da quando esiste l’auditel: 1 milione 186 mila persone e uno share del 5,51%. Questa volta invece 2,6 milioni di persone sono rimaste incollate a seguire il dramma di Cho-Cho San, geisha quindicenne sposata e poi abbandonata dall’americano Pinkerton, che torna con la moglie americana solo per portarle via il figlio. “Dodici milioni e mezzo di persone hanno seguito l’opera mediamente per 40 minuti, generando un ascolto medio di più di 2,6 milioni”, ha sottolineato il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto, parlando di “ascolti straordinari” con uno share del 13,48%, cioè l’822% in più degli spet- tatori che lo scorso anno hanno visto Giovanna D’Arco su Rai 5 (che ritrasmetterà Butterfly sabato alle 21,15). “E’ un orgoglio portare a tutti gli italiani l’evento culturale più importante d’Italia”, ha sottolineato il dg promettendo che il servizio pubblico continuerà “a fare scommesse di questo tipo: portare dei contenuti di alta qualità a tutti”. Aprire la Scala a un pubblico più vasto è uno degli obiettivi che Pereira si è prefissato arrivando a Milano: per questo ha ideato serate a metà prezzo e ha investito sugli spettacoli per i più piccoli. Uno di questi, la Cenerentola, il 13 dicembre andrà in scena non al Piermarini ma all’inaugurazione del teatro del carcere minorile Beccaria. “Cerco sempre opportunità di andare vicino alla gente - ha osservato - Questa è la funzione di un teatro, in qualche caso anche quella di fare ciò che l’educazione e la scuola non riescono a fare”. E la tra- smissione su RaiUno “meglio non poteva andare”, dando a milioni di persone la possibilità di conoscere l’opera e la Scala che, ha ribadito Pereira, è il secondo brand italiano più famoso al mondo dopo la Ferrari. Ed è per questo che “sarebbe politicamente sbagliato non puntare su quello che conta nel mondo”, su un teatro che dimostra come “l’Italia abbia favolose idee”. Per questo crede non ci sia bisogno di fare appelli contro il taglio dei fondi pubblici, perché “ogni governo deve rendersi conto che il patrimonio culturale è il motivo per cui la gente viene in Italia


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