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La carica ‘innocua’ dei 300

  • 6 mag 2018
  • Tempo di lettura: 2 min

MILANO/SFILA IL CORTEO DEGLI ANARCHICI CONTRO L’ENI: FERMATI “SOLO” 5 MANIFESTANTI


MILANO. Si temeva un nuovo '1 maggio' a Milano, come quando i No Expo, tre anni fa, misero a ferro e fuoco la città in occasione dell'inaugurazione dell'Esposizione Universale. Invece, nulla di tutto questo: “solo” cinque anarchici dell'ala 'dura' fermati in auto con 27 bastoni di legno, 10 spranghe e un coltello denunciati, tre fumogeni e qualche scritta a imbrattare muri, vetrine e saracinesche.

Sono state circa 300 le persone che ieri hanno sfilato in corteo per protestare contro l'Eni e le mul- tinazionali, definite "assassine" per la loro politica di "sfruttamento" e di "neocolonialismo", soprattutto in Africa. "Non so bene che cosa stiano contestando - ha commentato l'ad di Eni Claudio Descalzi -.

Noi stiamo investendo molto, fino a 1,2 miliardi nelle fonti rinnovabili. Probabilmente le con- testazioni milanesi sono molto più ampie e vanno contro un certo sistema che riguarda le multinazio- nali che ha anche aspetti che pos- sono essere criticati".

La manifestazione ha preso il via attorno alle 16, in una piazza Duca d'Aosta blindata dalle forze dell'ordine in tenuta antisommos- sa, con il lancio di un fumogeno.

In testa al serpentone lo stri- scione-slogan con raffigurato il 'cane a sei zampe' decapitato e la scritta 'attacchiamo i padroni e le loro guerre'. Prima però i discorsi 'politici', con uno dei leader degli antagonisti arrivati da varie regio- ni d'Italia e oltreconfine, che ha spiegato che quella andata in scena nel pomeriggio "è la prima ini- ziativa che vuole rompere il silenzio sulle pratiche di sfruttamento e rapina che Eni e il governo italiano hanno organizzato in tanti paesi de mondo, ma soprattutto in Africa".

Poi, oltre ad accusare il gruppo petrolifero e le multinazionali di essere "sporchi assassini, con i vostri giacimenti che grondano di sangue", il portavoce del movimento ha aggiunto: "Oggi è un corteo modesto, siamo meno di quanti vorremmo ma molti di più di quanti vorrebbero loro".

Tutto questo manifestando il disprezzo per le forze dell'ordine e la stampa, definendo i giornalisti "servi del sistema' e intimando loro di stare il più lontano possibile dal corteo. Corteo che si e snoda- to lungo un percorso presidiato da 550 tra uomini di Polizia, Esercito, Carabinieri e Polizia Locale, elicottero in cielo, passando per via Galvani, piazzale Lagosta, via Farini per concludersi in via Imbonati.

Durante la manifestazione un paio di fumogeni, giovani ragazzine in nero e incappucciate tipo black bloc che imbrattavano muri, vetrine e saracinesche, chiedendo ai cronisti di non fotografarle.

E poi un fashion blogger cinese con modello e modella a caccia di uno scatto 'alternativo' e molti curiosi fermi sui marciapiedi, affacciati alle finestre dei palazzi intenti a scattare foto.

Alla fine nessun momento di tensione, ma solo molti commercianti della zona, costretti a chiu- dere i loro negozi, imbufaliti per aver perso un pomeriggio di incassi, uno spicchio della città bloccato, nessun tafferuglio e cinque anarchici denunciati per aver tentato di presentarsi all'appuntamento con 37 tra spranghe e bastoni e un coltello.


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