La dinamica resta dubbia: si aspetta l’autopsia
- Redazione

- 30 nov 2018
- Tempo di lettura: 2 min

Arezzo/La morte di un ladro 29enne durante un tentato furto
MONTE SAN SAVINO (Arezzo). Autopsia stamattina all'ospedale diArezzo sul cadavere del 29enne Vitalie Tonjoc e, sempre oggi, invito a comparire nel pomeriggio davanti al pm Andrea Claudiani per Fredy Pacini. Così, mentre i carabinieri proseguono le indagini per 'conoscere' di più il moldavo ucciso e i suoi complici, proseguono gli accertamenti della procura di Arezzo per omicidio colposo con eccesso colposo di legittima difesa a carico del gommista. Intanto, l'autopsia dirà come è morto il 29enne: l'esito sarà un passo avanti nel chiarire la questione della legittima difesa. "Dobbiamo fare una serie di verifiche per ricostruire esattamente quanto successo", spiega il procuratore Rossi, "le indagini si fanno per ricostruire la dinamica, per capire quanto realmente successo". In ambito legale comunque, in attesa dei medici legali, emergono varie ipotesi per la causa della morte. La più accreditata è un'emorragia dell'arteria femorale ma non ci sono segni di sangue sul piazzale dove il moldavo è morto. Manca però un proiettile dei cinque sparati e potrebbe essere rimasto proprio dentro la gamba colpita; l'ogiva avrebbe bloccato l'uscita all'esterno di sangue. Si fanno però anche altre ipotesi: un infarto dovuto alla combinazione di ferite, concitazione del momento, timore di essere raggiunto da altri spari. Oppure una commozione cerebrale da trauma cranico avuto nella fuga colpendo qualcosa, e che da un esame esterno del cadavere non è ravvisabile. Se l'esame medico legale risolverà questi dubbi, potrà escludersi la necessità di procedere a una perizia balistica, opzione che ora gli inquirenti non considerano. Così come sarà importante per il pm Andrea Claudiani ascoltare il racconto di Fredy Pacini. Ieri, il gommista ha fatto un sopralluogo nel piazzale con un suo difensore, l'avvocato Giacomo Chiuchini, mettendo in ordine i ricordi, tentando con lui una ricostruzione dei fatti a poche ore di distanza dall'accaduto. Fredy Pacini dopo tanto tempo la notte scorsa non ha dormito in ditta. Con la moglie ha trascorso la notte, dopo quella dell'uccisione del moldavo, fuori comune presso un amico. Non avrebbe voluto, ma amici e conoscenti lo hanno convinto a non rimanere in azienda per sicurezza. Monte San Savino è un paese mobilitato. Si moltiplicano i cartelli 'Io sto con Fredy', sul web compare una petizione. Ieri è andata anche in scena una fiaccolata a suo sostegno. Lo stesso sostegno ribadito dal ministro dell'Interno Matteo Salvini. "Con lui non ho parlato ma ho avuto il piacere di parlare con la moglie e con l'avvocato e penso - ha detto il ministro - che questo lavoratore Italiano perbene debba essere lasciato tranquillo perché quando vieni aggredito e uccidi una persona non oso immaginare il suo stato d'animo". "Una persona che si rende conto di aver tolto la vita a qualcuno è una persona che non vive bene", ha anche detto il ministro.
















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