La East Coast pronta al peggio
- Redazione

- 10 set 2018
- Tempo di lettura: 3 min

URAGANO/FLORENCE MINACCIA NORTH E SOUTH CAROLINA, VIRGINIA, NJ E NY
WASHINGTON. La tempesta tropicale Florence, nell'Atlantico, riguadagna lo status di uragano e passato l'arcipelago delle Bermuda torna a minacciare la costa est degli Stati Uniti. Gli Stati che già si preparano al peggio sono North Carolina e South Carolina, che hanno già dichiarato lo stato di emergenza. Lo hanno fatto per precauzione anche la Florida, la Georgia, il Delaware, la Virginia e il New Jersey, dove si temono so- prattutto alluvioni e inondazioni. In allerta anche lo stato di New York. L'uragano secondo le previsioni potreb- be raggiungere categoria 4 con venti tra i 210 e i 240 chilometri orari. Si temono danni enormi. Florence è quindi ormai un uragano completo pronto ad intensificarsi sempre più grazie alle alte temperature dell’oceano Atlantico occidentale. Si muove ad una velocità compresa tra i 20 e i 30 km/h e ieri mostrava già venti superiori ai 130 km/h attorno all’occhio del ciclone. L’uragano Florence si muove verso ovest/nord-ovest e stando alle elaborazioni dei modelli matematici è destinato ad impattare sulle coste degli Stati Uniti con una probabilità del 90%. Lo fa sapere il Centro nazionale degli uragani (Nhc) esortando alla prudenza. Le persone "lungo le coste orientali americane, in particolare nel nord della Florida fino alla Carolina del Nord, dovrebbero monitorare da vicino il passaggio di Florence", ha fatto sapere il Centro. "Si prevede che Florence diventerà un uragano importante e pericoloso vicino alla costa sud-orientale degli Stati Uniti" da domenica sera "e il rischio di im- patti diretti continuerà a crescere", ha aggiunto. Tuttavia, a causa dell'incertezza dei suoi movimenti e intensità, "è troppo presto per determinare il momento esatto, la posizione e l'entità di questi impatti". L’impatto sulla East Coast è atteso nella giornata di giovedì 13 settembre: saranno Nord Carolina, Virginia, Maryland e Delaware a fare direttamente i conti Florence. Le coste saranno colpite, a partire da giovedì da venti superiori ai 250 km/h, piogge torrenziali e anche mareggiate devastanti (non si esclude anche il temibile fenomeno dello “storm-surge”, ovvero l’innalzamento del livello del mare di alcuni metri). L’uragano Florence giungerà sin sulla East Coast con grande facilità approfittando di un vasto campo di alta pressione che ricoprirà gran parte dell’America centro-orientale e l’Atlantico occidentale. Un ambiente perfetto per far sviluppare un ciclone tropicale per due semplici motivi: vi è una relativa calma di vento tutt’attorno grazie all’alta pressione e la temperatura superficiale dell’acqua oceanica si presenta costantemente sopra i 26°C. Questi sono due ingredienti fondamentali per la formazione di un uragano. Il problema principale è tuttavia rappresentato dalla durata della tempesta sulla East Coast: stando agli ultimissimi aggiornamenti dei modelli matematici è probabile che l’uragano non effettui subito il “landfall” (necessario per far perdere forza al ciclone) sulle coste americane, bensì potrebbe stazionare poco a largo delle coste mantenendo intatta la propria potenza grazie all’energia del mare per almeno 3 giorni, dal 13 al 16 settembre. Insomma in questo caso ci sarà un uragano di categoria 4 o 5 per almeno 3 giorni di fila su Nord Carolina, Virginia, Maryland e Delaware senza la possibilità che si indebolisca ed in grado, quindi, di causare veri e propri disastri. Il governatore della Carolina del Nord, Roy Cooper, ha dichiarato venerdì lo stato di emergenza per prepararsi alle possibili conseguenze, e sabato lo ha seguito la Carolina del Sud. La Marina ha inoltre ordinato alla flotta di lasciare la zona di Hampton Roads.
















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