La guerra dei rilanci spinge Rcs
- 12 lug 2016
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MILANO. La battaglia su Rcs, a colpi di rilanci, tra Andrea Bonomi alleato dei soci storici e Urbano Cairo, l'editore che vuole fondere il gruppo del Corriere della Sera con quello de La7 spinge il titolo fino alla soglia di 1 euro, un valore che non vedeva da un anno.
Nel corso della seduta è passato di mano il 10 per cento del capitale e le azioni, dopo aver toccato 0,99 euro, hanno infine chiuso in rialzo del 14,9 per cento a un prezzo di 0,979 euro.
Il cda di Rcs si è definitivamen- te schierato a favore di Bonomi. Il prezzo delle due offerte è ugualmente congruo ma la differenza tra le due proposte è strutturale, conclude il cda.
"L'indebitamento di 130 milioni per finanziare la parte in cassa dell'Offerta può indebolire la struttura finanziaria di Cairo Communication e del Gruppo Cairo Post-Offerta e limita la capacità di effettuare investimenti a sostegno del Progetto di Integrazione" riporta il cda al termine della riunione.
Il cda inoltre valuta "non positivamente i programmi futuri sottesi all'OPAS in quanto non costituiscono sotto il profilo industriale una opportunità incrementale rispetto al “Piano Industriale RCS” che invece riconosce nella proposta dei soci storici e di Bonomi.
Con una valorizzazione ai corsi attuali di Borsa complessivamente, tra scambio azionario e cash, l'opas Cairo valorizza Rcs 1,05 euro, rientra anche lei ora nella forchetta 'fair' individuata tra 0,8 e 1,13 euro dagli advisor del cda.
C'è tempo fino a venerdì per decidere con chi schierarsi (ieri è stato apportato all'offerta Cairo lo
0,06 per cento e a quella di Bonomi lo 0,09 per cento) ma gli stessi analisti sono divisi, per alcuni pesa il cash per altri il progetto industriale.
Tutti però sono sorpresi dal- l'entità dei rilanci ed il mercato premia anche gli altri titoli del set- tore spingendo L'Espresso (+9%),
Monrif (+6,2%) e Class Editori (+4,8%). Equita Sim è l'advisor di Cairo e non stupisce che giudichi positivamente l'Opas mentre Intermonte, advisor del cda di Rcs, preferisce l'opa dei soci storici.
"L'entità dei rilanci è stata superiore alle nostre aspettative" afferma Intermonte nel suo reportma appoggia Imh "perché il corrispettivo riflette in maniera soddisfacente il valore del gruppo Rcs". Equita Sim invece ha alzato del 17 per cento il suo target price su Rcs, portandolo a 1,23 euro sulla base di una valutazione prudente degli obiettivi annunciati da Cairo spiegando che in caso "di pieno raggiungimento dei target del piano Cairo e valutazione sui multipli basata sugli obiettivi 2018, il target di Rcs a fine 2018 salirebbe oltre 1,4 euro per azione (con Cairo Communication oltre 6 euro per azione)". Banca Akros giudica migliore da un punto di vista industriale l'offerta di Urbano Cairo ma ritiene che per gli azionisti appena entrati in Rcs un guadagno immediato del 20 per cento, come quel- lo offerto dalla cordata di Bonomi e Mediobanca, possa rivelarsi "irresistibile". Cairo ha meno chance di vin- cere: innanzitutto parte con una quota di solo il 4,7 per cento del capitale, puntando al 33 per cento, mentre Imh (il veicolo di Bonomi, ndr) ha già il 22,6 per cento ed ha una soglia minima del 30 per cento. Inoltre Cairo ha bisogno del controllo dei due terzi dei voti per fare quella fusione che rappresenta il modo migliore per realizzare appieno le sinergie e, infine, gli azionisti saranno influenzati dal- l'andamento delle azioni di Cairo durante la settimana (ieri ha chiuso in rialzo dell'1,6 per cento a 4,45 euro).
















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