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La mobilità del futuro



RICERCHE IN EUROPA E USA SU BARCHE AUTONOME E AUTO VOLANTI

ROMA. Dopo le auto autonome e i taxi della startup californiana Joby Aviation, che stanno già affrontan- do i primi test, è il turno delle barche senza pilota e delle auto volanti: le prime, progettate dal Massachusetts Institute of Technology (Mit), entrano tra i mezzi di trasporto del futuro per alleggerire il traffico nelle città ricche di canali come Venezia, Amsterdam e Bangkok. Nel frattempo le auto volanti sono sempre più vicine, anche grazie alla prossima apertura del centro tecnologico di Uber a Parigi, il primo del genere in Europa. L’app per auto ha inoltre chiuso il primo trimestre 2018 con ricavi in aumento del 70%, pari a 2,59 miliardi di dollari, grazie alla vendita delle divisioni in Sud-Est asiatico e Russia. Le barche autonome realizzate dal Mit possono essere facilmente stampate in 3D e saranno presentate nella Conferenza Internazionale sulla Robotica e l’Automazione in programma dal 21 al 25 maggio in Australia, a Brisbane. Potranno trasportare persone e merci lungo i canali, alleggerendo il traffico sulle strade, e potrebbero lavorare anche di notte evitando le ore diurne più affollate. Inoltre possono essere pragrammate per auto-assemblarsi nel giro di poche ore in ponti galleggianti, palchi per concerti e piattaforme per mercati locali, spostando temporaneamente sull’acqua attività che disturbano la circolazione in città. Le barche senza pilota hanno scafi rettangolari di quattro metri per due, equipaggiati con sensori, microcontrolli, minicomputer, Gps e altri strumenti che permettono un’elevata manovrabilità e un controllo molto preciso. La forma rettangolare consente all’imbarcazione di muoversi anche lateralmente e di attaccarsi facilmente alle altre barche: i ricercatori, guidati da Wei Wang, le hanno realizzate in circa 60 ore usando una stampante 3D commerciale e assemblando poi i componenti. La sensazione che il futuro sia dietro l’angolo arriva anche grazie al nuovo Centro di Tecnologie Avanzate di Uber a Parigi, la cui inaugurazione è prevista per il prossimo autunno: sarà il primo centro di ricerca e sviluppo di Uber al di fuori del Nord America e sarà focalizzato sul progetto Uber Elevate, vale a dire veicoli a decollo e atterraggio verticale totalmente elettrici. La società annuncia anche una partnership di ricerca quinquennale con l’École Polytechnique e l’impegno a sostenere il Corso Universitario di Mobilità Urbana Integrata, che collaborerà con il Centro per la ricerca sull’intelligenza artificiale, l’aviazione e i trasporti 100% elettrici. “Nel corso dei prossimi cinque anni investiremo 20 milioni di euro nello sviluppo di nuove tecnologie e nuove competenze per portare avanti la nostra visione - spiega la società -. Questo avrà inizio con lo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale e di gestione dello spazio aereo per supportare UberAIR su larga scala: è la chiave per raggiungere l’obiettivo di avere i primi voli dimostrativi a Dallas, Los Angeles e una terza città internazionale entro il 2020".


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