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La pace passa da Francesco



MESSA A SAN PIETRO ALLA VIGILIA DELL’UDIENZA PAPALE DEL PRESIDENTE SUDCOREANO MOON JAE-IN

CITTÀ DEL VATICANO. "Questa sera, desideriamo umilmente alzare lo sguardo a Dio, a Colui che regge la storia e le sorti dell'umanità, ed implorare, ancora una volta, per tutto il mondo il dono della pace. Lo facciamo pregando in particolare perché anche nella Penisola coreana, dopo tanti anni di tensioni e di divisione, possa infine risuonare compiutamente la parola pace". È quanto ha affermato il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin nell'omelia della "Messa per la pace" per la Penisola Coreana che ha celebrato ieri nella Basilica di San Pietro, alla quale ha partecipato il presidente della Repubblica di Corea, Moon Jae-in, alla vigilia della sua udienza da papa Francesco. Il porporato, primo collaboratore del Pontefice, ha tra l'altro citato il neo- proclamato santo Paolo VI che, nel Messaggio per la prima Giornata della Pace (1/o gennaio 1968), da lui istituita, diceva: "Occorre sempre parlare di pace! Occorre educare il mondo ad amare la pace, a costruirla, a difenderla; e contro le rinascenti premesse della guerra [...] occorre suscitare negli uomini del nostro tempo e delle generazioni venture il senso e l'amore della pace fondata sulla verità, sulla giustizia, sulla libertà, sull'amore". "Chiediamo al Signore - ha aggiunto - la grazia di fare della pace un'autentica missione nel mondo di oggi, avendo fiducia nella misteriosa potenza della croce di Cristo e della sua risurrezione. Con la grazia di Dio, la via del perdono diventa possibile, la scelta della fraternità tra i popoli un fatto concreto, la pace un orizzonte condiviso anche nella diversità dei soggetti che danno vita alla Comunità internazionale". Il presidente Moon, terzo presidente cattolico della Corea del Sud, che ieri a Roma ha incontrato il capo dello Stato Sergio Mattarella e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, è atteso nuovamente oggi in Vaticano per l'udienza di papa Francesco, che sarà seguita dal colloquio con segretario di Stato Parolin. L'incontro col Papa è particolarmente atteso, perché Moon sarà latore dell'invito al Pontefice da parte del leader nord- coreano Kim Jong-un a visitare Pyongyang: un evento che avrebbe una portata storica, sia per la pace nella Penisola coreana sia per la distensione globale. E si tratterebbe di un possibile viaggio che dalla Corea del Sud - visitata dal papa nell'agosto 2014 - già si ipotizza per la prossima primavera. È pensabile che papa Francesco, che molto ha sostenuto il disgelo e il processo di pace tra le due Coree, quindi tra l'isolata Pyongyang e la più vasta comunità internazionale, e gli stessi recenti summit tra i rispettivi presidenti, non si lascerà sfuggire l'occasione, se è vero che Kim, come è stato reso noto lo scorso 9 ottobre, è pronto a accogliere il Papa "con ardore". Oggi sull'Osservatore Romano, Moon ha espresso il suo "profondo sentimento di gratitudine per il solido e fermo sostegno manifestato da Papa Francesco a favore della pace nella penisola coreana". "In occasione della mia visita a Pyongyang nel settembre scorso - ha aggiunto -, anche monsignor Hyginus Kim Hee-jong, arcivescovo di Gwangju, vi si è recato, in qualità di rappresentante della Chiesa cattolica in Corea, per favorire le relazioni tra la Chiesa nel Sud e quella nel Nord. A questo proposito, sono grato alla Santa Sede per l’attenzione e per il sostegno garantiti affinché tali relazioni possano svilupparsi ulteriormente. Inoltre, auspico che anche i rapporti tra la Santa Sede e la Corea del Nord possano rivitalizzarsi"


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