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La prima “Columbus Day Parade” di Francesca da Senatrice



Francesca, come stai e come procede il tuo lavoro da Senatrice, anzi “Senatrice Francesca” come ti piace essere definita. Molto bene grazie. Super impegnata e molto felice. Riguardo alla denominazione "Senatrice Francesca" nasce da un'idea dei miei collaboratori. Mi è subito piaciuto questo ossimoro che dà il senso di familiarità che è stato da sempre la cratteristica del profondo legame che mi unisce a milioni di italiani e discendenti sparsi per i cinque continenti. Come mai hai deciso di scendere in politica? Si è trattato di una conseguenza logica dopo un lungo cammino. Volevo (e voglio!) capire come stanno le cose e per cose intendo temi e soprattutto problemi che riguardano gli italiani nel mondo. Noi conduttori televisivi siamo attenti osservatori, oserei dire psicologi. Ora che ho la possibilità di essere dentro la complessa e articolata macchina del Parlamento, il mio punto di osservazione è cambiato. La prospettiva è cambiata. Mi interessa valutare se realmente si possa fare qualcosa di concreto per gli italiani nel mondo. Mi interessano i risultati e, laddove non dovessero arrivare, capirne le motivazioni. Sei l'unico rappresentante al Senato eletto nell'ampia ripartizione del Nord e Centro America. Come vivi questo incarico così impegnativo? È una grande responsabilità che assolvo con orgoglio. Da quasi vent'anni mi occupo di italiani nel mondo con profonda dedizione e oggi, in questo mio nuovo ruolo, la mia missione è proprio quella di fare da ponte tra le comunità italiane all'estero e il Parlamento. Non è facile essere tra i più presenti in Senato e contemporaneamente partecipare alla vita delle comunità italo-americane: io lo faccio volentieri e con grande entusiasmo e ogni volta che torno dai miei viaggi si rafforzano in me lo spirito di servizio e l'amore per gli italiani nel mondo. Cosa ne pensi di questo Governo? Tra l'altro lo scorso 25 settembre hai partecipato all'incontro del Presidente del Consiglio Conte con la comunità italiana presso il Consolato Generale d'Italia a New York. Questo Governo, che è a tutti gli effetti un Governo"ibrido", ha fatto molte promesse. Ora dobbiamo vedere se riuscirà a mantenere gli impegni presi. Chissà se si troverà il tempo anche di pensare ai milioni di Italiani che vivono, lavorano e si fanno onore, fuori dai confini nazionali. In merito all’incontro di qualche giorno fa con il Presidente del Consiglio Conte e le eccellenze della comunità italiana presso il Consolato Generale d'Italia a New York, esso si è rivelato un momento di proficuo confronto e mi complimento con l'Ambasciatore d'Italia negli Stati Uniti, Armando Varricchio e il Console Generale d'Italia a New York Francesco Genuardi per come hanno organizzato l'evento. Come vedi il futuro dell’Italia? L'Italia è un grande Paese con risorse straordinarie che aspettano solo di essere valorizzate al meglio. Tra queste troviamo senza dubbio il turismo. In Italia vi sono oltre i due terzi di tutti i beni artistici del mondo. Un museo a cielo aperto direi. Il nostro è un popolo caparbio e determinato, ricco di idee innovative e voglia di cambiare e migliorare se stessi e il proprio Paese. Una dote, questa, che sicuramente abbiamo in comune con il popolo americano. Crollo a Genova? Come hai vissuto e vivi questa situazione? Una terribile tragedia. Mi auguro che le responsabilità vengano accertate al più presto e che in tempi strettissimi venga ricostruito il ponte e data una nuova casa alle famiglie sfollate. Genova ha una forza straordinaria e una grande energia, non per niente è la città che ha dato i natali a Cristoforo Colombo. Immigrazione. Un altro tema importante. Più che “tema” direi un grande “problema”, da affrontare in sede Europea. L’Italia ha già accolto centinaia di migliaia di immigrati irregolari. Il Paese è arrivato al limite delle proprie capacità. Tornando al tuo legame con gli Stati Uniti, auguri per il premio che hai ricevuto qualche setti- mana fa a Westbury, Long Island. Come ti sei sentita ad essere stata premiata quale Donna dell'Anno 2018? E me lo domandi? È stata una bellissima emozione. Come ho avuto modo di dire durante il mio discorso, questo premio lo dedico a tutte le donne italiane nel mondo. Capitane coraggiose! Sei pronta per la Parata del Columbus Day? Ormai mancano pochi giorni. Prontissima. I lettori di America Oggi sanno che per me è un appuntamento imperdibile. Questa sarà la mia undicesima Parata. La prima da Senatrice Francesca e il mio cuore batterà forte sulla Fifth Avenue come la prima volta. Sarà bello potervi riabbracciare. Una curiosità ti manca la televisione? Ti rivedremo alla guida di un nuovo programma? La televisione è parte di me da circa trent'anni. Sarebbe innaturale se non mi mancasse. Il mio lavoro televisivo non si è limitato alla conduzione. Si è basato molto sulla creazione di format e tutto il lavoro creativo che ne consegue. La concretezza di tutto ciò mi manca molto. Se tornerò in tv? Sono in molti a chiedermelo. Per ora sono impegnata ad onorare i tanti voti presi. Siete stati migliaia ad avere creduto in me e questo rende la mia missione veramente speciale.


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