La protesta finisce in carcere
- Redazione

- 18 ago 2017
- Tempo di lettura: 2 min
HONG KONG/CONDANNATI I PROTAGONISTI DEL “MOVIMENTO DEGLI OMBRELLI”

PECHINO. Per i leader del "movimento degli ombrelli", la protesta pro-democrazia del 2014 andata in scena a Hong Kong, arriva anche il carcere: la Corte d'appello presso l'Alta Corte ha riconosciuto i capi di Demosisto, Joshua Wong e Nathan Law, ed Alex Chow, ex segretario della Federazione degli Studenti, colpevoli di "riunione illegale" per il ruolo avuto nei 79 giorni che bloccarono il cuore dell'ex colonia per ribadire la distanza istituzionale dalla Cina.
Wong è stato condannato a 6 mesi di prigione, Law a 8 e Chow a 7, mentre per tutti e tre c'è la pena accessoria che vieta di candidarsi alle cariche politiche per cinque anni, fino al 2022. "La libertà non è assoluta e senza limiti", ha rimarcato il giudice Wally Yeung nel dispositivo di 64 pagine a corredo della decisione presa dal collegio.
"Esercitare il potere in nome della libertà per distruggere ordine pubblico e pace porterà al caos e a un serio e negativo impatto sul progresso e lo sviluppo della società. Libero esercizio del potere, raduni, marce di protesta o dimostrazioni non possono minare l'ordine pubblico e la pace".
Più di un centinaio di sostenitori ha manifestato solidarietà fuori dalla sede dell'Alta Corte, quando ormai l'opzione carcere era attesa. "Non abbiamo alcun rammarico", ha detto Law, prima di entrare nel palazzo per la sentenza. "Qualsiasi cosa accada, il mio cuore è libero. Quello che ho fatto rende onore a giustizia e valori in cui crediamo".
Wong, da parte sua, ha detto di essere "onorato" di aver preso parte alla lotta: "la prigione non è la prospettiva ideale, ma se giovani persone imprigionate non mollano, non c'è ragione che lo facciano quelle che sono fuori". Chow ha sollecitato a "perseverare malgrado i tempi difficili" e a reiterare la fiducia nella giustizia, nella libertà e nella democrazia. I tre leader evitarono nel giudizio di primo grado dello scorso agosto la prigione in forza del loro altruismo e della portata alta dei loro ideali.
Chow fu condannato a 80 ore da destinare in servizi a favore della comunità ma il magistrato comminò pure 3 settimane di carcere, con pena sospesa per un anno, in modo da consentirgli di recarsi a Londra per
gli studi accademici, mentre a Law e a Wong furono, rispettivamente, comminate 120 e 80 ore di attività ai lavori socialmente utili.
Il movimento "Occupy Central", come fu chiamata la protesta, cominciò come un boicottaggio studentesco cambiando in seguito in una manifestazione molto più grande pro democrazia e contro il progetto di riforma elettorale per la scelta della leadership dell'ex colonia, col controllo di Pechino sempre più marcato.
Amnesty International ha denunciato la sentenza come "attacco alla libertà di espressione e adunanza pacifica". I tre leader hanno deciso di ricorrere alla Corte di appello finale, con poche speranze di ribaltone. Del resto, il presidente Xi Jinping, a Hong Kong a luglio per i 20 anni della restituzione della città alla Cina, tracciò "una linea rossa" e ammonendo il movimento democratico a non fare "tentativi di mettere in discussione sovranità e sicurezza cinese, a non sfidare in modo inammissibile il potere del governo centrale".
















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