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La Russia pronta a inviare altri jet Tensione con gli Stati Uniti

  • 1 ott 2016
  • Tempo di lettura: 3 min


MOSCA. L'accordo fra Stati Uniti e Russia per un reale cessate il fuoco in Siria rimane sempre più appeso a un filo. Mentre Mosca «celebra» il primo compleanno della sua discesa in campo al fianco di Assad se Isis&soci non oc- cupano Damasco è grazie a noi, scandisce il Cremlino - Barack Obama e Angela Merkel non esitano a definire "barbari" i raid russo-siriani ad Aleppo, dove i bombardamenti vengono ormai descritti come indiscriminati. Ma potrebbe andare peggio. Mosca, infatti, ha già pronto un "folto stormo" di Su-25 da inviare in Siria nel caso in cui l'intesa con Washington dovesse fallire. E in quel caso gli eventi potrebbero davvero precipitare. Secondo il quotidiano Izvestia, che cita una fonte "militare diplomatica", i jet sono stati già selezionati, preparati, e gli equipaggi sono in modalità stand-by. "In 2- 3 giorni saranno in grado di essere in Siria", ha detto la fonte, che ha specificato come il via libera non sia ancora stato dato. Se ciò dovesse accadere, si tratterebbe di un cambio di strategia sostanziale. I Su-25 sono infatti i 'muli' dell'aviazione russa: se i sofisticati Su-34 - con il loro corredo di bombe 'intelligenti' - non sono in grado di compiere più di due missioni al giorno e i bomire da quote elevate, i "jet d'at- tacco al suolo" possono portare a termine 10 missioni al giorno, aumentando così in modo vertiginoso la "frequenza" dei raid contro le posizioni di miliziani. Traduzione: su Aleppo est si abbatterebbe una vera e propria tempesta di fuoco. "E' un aereo semplice e leggero, facile da preparare, permette- rebbe di non dare tregua alle linee nemiche", spiega Anton Lavrov, esperto militare indipendente. Ma a quale costo per la popolazione? Stando all'Osservatorio Nazionale per i Diritti Umani (Ondus), sono 3.804 i civili morti in un anno in seguito a raid aerei russi. Cifre definite "inattendibili" dal Cremlino, che nota come l'Ondus opera dalla Gran Bretagna e non può essere considerata affi- dabile per quanto accade in Siria. Sono giorni, d'altra parte, che il Cremlino rigetta ogni accusa. Mosca ha colpito il convoglio umanitario dell'Onu diretto ad Aleppo? "Voglio vedere le prove", ha detto il ministro degli Esteri Serghei Lavrov, parlando alla Bbc. Nell'intervista ha poi ribadito che la Russia prende "ogni precauzione" per evitare vittime civili e che "non usa" armi bandite dall'Onu - per quanto si moltiplichino le testimonianze dell'impiego di testate 'anti-bunker' in grado di portare morte negli scantinati, ultima linea di resistenza di scuole e ospedali di Aleppo. Lavrov ha poi apertamente accusato gli Stati Uniti di voler "risparmiare" al Nusra "per utilizzarla in qualche piano B", probabil- mente "rovesciare Assad" in un secondo momento. Il grado di fiducia tra Usa e Russia è insomma al lumicino. E se l'intesa dovesse definitivamente tramontare, le conseguenze potrebbero essere pesanti non solo per i civili siriani. "Agli occhi degli americani - ha detto Robert Legvold, professore della Columbia University e 'teorico' della nuova Guerra Fredda - i russi in Siria stanno conducendo una guerra per procura contro gli Usa". Legvold, durante un incontro al Valdai Club di Mosca, ha quindi evidenziato che da possibile "soluzione" della crisi fra Russia e Occidente il teatro siriano potrebbe al contrario diventare un fattore di "aggravamento". Mosca si è detta in serata "pronta" a trovare "misure aggiuntive" per migliorare la situazione ad Aleppo e aperta al dialogo con gli Usa per risolvere la crisi. Ma la tensione resta altissima.


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