La scandalosa Mademoiselle di Chan-wook
- Redazione
- 28 ago 2019
- Tempo di lettura: 2 min

Ma anche un thriller e un dramma punteggiato di colpi di scena sorprendenti
Scene lesbo, un po' di violenza e una storia tra Rashomon e il Marchese de Sade, ma anche "un thriller, una storia di truffatori e un dramma punteggiato di colpi di scena sorprendenti e soprattutto una storia d'amore": parola del coreano Park Chan-wook, regista di 'Mademoiselle', già in concorso alla 69/a edizione del festival di Cannes e ora in sala dal 29 agosto con Altre Storie. Siamo in Corea nel 1930, durante la colonizzazione giapponese. Una giovane donna, Sooke (Kim Tae-Ri) è ingaggiata come serva di una ricca giapponese, Hideko (Kim Min-Hee), che vive in un splendido isolamento, essendo reclusa in un immenso maniero sotto lo sguardo tirannico dello zio Kouzuki (Jo Jin-woong) che ha un maestoso Enfer pieno zeppo di preziosi libri pornografici. Ma la giovane e bella serva ha un segreto: sta per aiutare un furfante di mezza tacca (Ha Jung-Woo) pronto a spacciarsi per un conte giapponese per concupire la sua giovane e bella padrona. Fin qui la storia. Ma è solo l'inizio di una complicata trama derivata dal romanzo 'Fingersmith' della scrittrice inglese Sarah Waters, ma trasposta dal 1862 nella Corea degli anni Trenta.Tutto infatti cambia di minuto in minuto e le alleanze stabilite all'inizio vengono ribaltate. E' vero, il cattivo zio sembra davvero un personaggio sadiano che fa leggere alla nipote racconti erotici davanti a una platea di libertini (come accade ne Le 120 giornate di Sodoma di De Sade). E' che il bel conte sembra sicuro di sé e della sua alleanza con Sooke, ma alla fine, proprio come in Rashomon di Kurosawa, la realtà cambia e tutti i personaggi della scacchiera diventano, di volta in volta, buoni e cattivi. Subiscono trasformazioni impressionanti. "Quando ho letto il romanzo - spiega il regista di Old Boy - mi sono innamorato della scrittura molto dettagliata e vivida dell'autrice. Più di ogni altra cosa - aggiunge - , ho scelto questa storia perché le due donne al centro della storia sembravano così interessanti. Una è una persona con un passato oscuro e l'altra è una persona che vive in un presente disperato, ma entrambe emanano fortissima personalità e fascino".Centrale nel film la casa dove vive Hikedo: "La casa è uno spazio importante - spiega Park Chan-wook -. Kim Hae-sook dice all'inizio: 'Nemmeno in Giappone puoi trovare una casa che combini stili occidentali e giapponesi. Riflette l'ammirazione del Maestro Kouzuki per il Giappone e l'Inghilterra.' Così quando i personaggi entrano negli alloggi in stile giapponese devono togliersi le scarpe e quando passano per l'ala in stile occidentale devono rimetterle. "La personalità della casa è un elemento importante - ribadisce il regista -. La stanza di Hideko si trova in un'ala in stile occidentale, quindi dorme in un letto e vive la vita di una signora occidentale. Al contrario, la stanza della cameriera accanto, dove vive Sookee, è in stile giapponese, un oshiire, una specie di armadio per riporre lenzuola. Lo spazio più importante in termini di scenografia è la libreria. L'esterno è un'architettura tradizionale giapponese, e all'interno c'è una biblioteca in stile occidentale".
















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