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La tempesta Stormy in tv



CASA BIANCA/PROTAGONISTA A SNL, MANDA UN MESSAGGIO CHIARO A TRUMP

NEW YORK. Stormy Daniels ‘perseguita’ Donald Trump e sbarca su uno degli show più odiati dal presidente: il ‘Saturday Night Live’. Raggiante e di rosso vestita, la porno star si conferma ironica sul suo lavoro e mette in guardia il finto Trump Alec Baldwin, inviando allo stesso tempo un messaggio alla Casa Bianca: “Una tempesta sta per arrivare” dice scherzando sul suo nome d’arte.

Ma la sua apparizione - in cui chiede anche le dimissioni del presidente - la espone anche a polemiche e critiche: l’offensiva di charme di Stephanie Clifford, questo il suo vero nome, rischia di minarne la credibilità davanti alla giustizia e mostra - secondo gli scettici - la sua fame di successo, soldi e visibilità. Lo sketch andato in onda sul piccolo schermo ripercorre l’ultima settimana di fuoco dell’amministrazione, caratterizzata dalle affermazioni shock del neo legale del presidente Rudolph Giuliani. E arriva a poche ore dall’esordio ufficiale di Melania Trump al Rose garden per annunciare, dopo 16 mesi alla Casa Bianca, la sua agenda da First Lady. Defilata da quando è scoppiato il caos Stormy, Melania è riapparsa in pubblico in occasione della cena di stato organizzata per il presidente francese Emmanuel Macron. I riflettori ora sono su di lei per leggere fra le righe una sua reazione allo scandalo che, secondo indiscrezioni, l’ha fatta infuriare. Le rivelazioni shock di Giuliani hanno messo nelle ultime ore la First Lady sempre più all’angolo. L’ex sindaco di New York ha ammesso che Trump ha rimborsato a Michael Cohen i 130.000 dollari versati a Stormy per il suo silenzio e non ha escluso che Cohen possa aver pagato altre donne se necessario. Soldi versati - ha spiegato in più occasioni Giuliani - per la pace familiare con Melania. In una serie di interviste Giuliani si è soffermato anche sul Russia-gate, un’indagine “trappola” per il presidente, e su un possibile interrogatorio di Trump da parte del procuratore speciale Mueller. Trump - ha detto - potrebbe avvalersi degli stessi privilegi degli altri presidenti e non adempiere a un eventuale mandato di comparizione di Mueller. Il presidente - ha aggiunto - ha anche un’altra arma a sua disposizione, il ricorso al Quinto Emendamento che consente ai testimoni di un’indagine di non rispondere a domande che potrebbero incriminarli.


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