top of page

La tregua regge in Siria

  • 31 dic 2016
  • Tempo di lettura: 2 min

ISOLATE VIOLAZIONI. L’ONU CHIEDE L’ACCESSO PER PORTARE AIUTI AI CIVIL


BEIRUT. Nonostante qualche violazione, sembra tenere la tregua entrata in vigore dalla mezzanotte scorsa in tutta la Siria, mentre l’Onu lancia un appello per avere accesso alle popolazioni che necessitano di aiuti umanitari, specie nelle aree assediate. Combattimenti di portata limitata sono segnalati dall’Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus) nelle province di Hama, nell’ovest di quella di Aleppo e soprattutto in quella di Damasco. Qui, secondo gli attivisti, forze governative hanno attaccato, con il sostegno di elicotteri, aree controllate dai ribelli nella Valle di Barada, una quindicina di chilometri a nord-ovest della capitale. Lo stesso Ondus afferma che un uomo è stato ucciso da un cecchino nei quartieri orientali di Damasco, la prima vittima da quando è entrata in vigore la tregua. La situazione nella Valle di Barada mette in luce uno dei punti deboli del cessate il fuoco concordato tra Russia e Turchia, che non riguarda le organizzazioni considerate terroriste dall’Onu, cioè l’Isis e i qaedisti del Fronte al Nusra, che recentemente ha cambiato il nome in Fatah al Sham. Ma proprio miliziani di quest’ultima organizzazione sono presenti, al fianco di altri gruppi che hanno aderito alla tregua, nell’area in cui sono segnalati i combattimenti. L’agenzia governativa Sana ha in- tanto riferito che una persona è morta e altre due, tra cui un bambino di 4 anni, sono rimaste ferite da razzi lanciati da miliziani dell’Isis e di Al Nusra sulla città di Khabab, nella provincia meridionale di Daraa. L’agenzia turca Anadolu afferma da parte sua che jet russi hanno compiuto tre raid contro obiettivi dello Stato islamico vicini alla città di Al Bab, a nord di Aleppo e 30 chilometri a sud della frontiera con la Turchia, dove le truppe di Ankara e ribelli siriani suoi alleati combattono contro l’Isis. Il segnale di una collaborazione anche militare tra Russia e Turchia, oltre a quella diplomatica che ha portato alla tregua. Ankara ha chiesto ieri al Consiglio di Sicurezza dell’Onu di approvare una risoluzione proposta insieme ad Ankara che accoglie i termini dell’accordo, secondo il quale entro un mese dovrebbero cominciare in Kazakistan negoziati tra il governo di Da- masco e le opposizioni per una soluzione politica del conflitto. Ma nel frattempo le Nazioni Unite chiedono a tutte le parti di garantire l’accesso di aiuti umanitari per i circa 700.000 civili nelle 15 aree del Paese che rimangono sotto assedio. Intanto in un’intervista al Giornale, apparentemente rilasciata prima del cessate il fuoco, il presidente Bashar al Assad ha affermato che “l’Europa deve smetterla di supportare i terroristi e deve abbandonare l’embargo che ha spinto molti siriani a venire da voi”. “La loro fuga - ha aggiunto - è stata determinata dall’embargo e non soltanto dal terrorismo”.


Commenti


bottom of page