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La violenza in prescrizione

  • 22 ott 2017
  • Tempo di lettura: 2 min


MALAGIUSTIZIA/PER ANNI, AVEVA ABUSATO DELLA FIGLIA CON I SUOI AMICI. ORA È LIBERO

VENEZIA. Perlungotempo,20anni fa, avrebbe a più riprese violentato la figlia, che all'epoca era solo una bambina. Non solo, in diverse occasioni l'avrebbe anche 'prestata' ad alcuni suoi amici: abusi su abusi. Per quelle violenze l'uomo è stato condannato in primo grado a dieci anni di reclusione, ma la Corte d'Appello di Venezia ha dovuto pronunciare un verdetto di non luogo a procedere nei suoi confronti perché, ora, il reato è prescritto. Una conseguenza, questa, di una recente sentenza della Corte di Cassazione - la 28.953 dello scorso giugno - che di fatto ha accorciato i tempi della pres- crizione per i reati di violenza sessuale commessi sui minori degli anni 14: un'aggravante che la Suprema corte ha reso "meno pesante". E per lo stupratore - presente l'altro giorno alla lettura della sentenza, sicuro di farla franca - neppure un giorno di prigione. Il primo verdetto - come scrive il Corriere del Veneto - fu del Tribunale di Treviso, che condannò l'imputato a 10 anni di reclusione per avere ripetutamente abusato della figlia minorenne, a partire dal 1995, quando la bambina aveva solo 8 anni. L'uomo era separato e le violenze sarebbero avvenute soprattutto nei week end che la bambina trascorreva con lui, quando si ubriacava e diventava violento. Abusi ai quali si sarebbero aggiunti anche quelli da parte di conoscenti del padre, gli "amici del bar", ai quali l'avrebbe 'ceduta'. Una interminabile serie di violenze e minacce, che però vennero alla luce molto tempo dopo, quando la ragazza trovò il coraggio di confidarsi prima con ilfidanzato, poi con la madre e con i fratelli, che la convinsero a presentare denuncia. L'inchiesta si concluse con un rinvio a giudizio e la condanna dell'uomo da parte del Tribunale di Treviso, ma il 9 giugno scorso, quattro mesi prima del processo d'appello, è intervenuto un pronunciamento della Cassazione, a Sezioni unite, che di fatto ha 'impedito' ai giudici di secondo grado di confermare il verdetto. Con la sentenza di giugno, infatti, la Suprema Corte - decidendo sempre su un caso di violenza sessuale nei confronti di minorenni, ma avvenuto in provincia di Napoli - ha annullato l'allungamento del termine di prescrizione previsto in caso di "aggravanti ad effetto speciale", normalmente collegate a reati di violenza sessuale su minori di 14 anni. Con un termine più corto, il reato è ora prescritto e la Corte d'appello di Venezia non ha potuto fare altro che prenderne atto, dichiarando l'imputato non più punibile. Un 'non doversi procedere' che, tuttavia, non equivale ad una sentenza di assoluzione. Anzi, che la Corte non abbia dubbi sulla colpevolezza dell'uomo lo dimostra il fatto che abbia confermato a suo carico la condanna civile al risarcimento del danno alla parte offesa, con una provvisionale di 100 mila euro che è già stata riscossa.


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