Lavoro/Calano gli inattivi, ma aumentano i disoccupati al Sud
- 10 giu 2017
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Il premier Gentiloni: dati positivi, crescita superiore al previsto
ROMA. L'Istat registra "una ripresa delle spinte alla crescita dell'occupazione" nel primo trimestre del 2017 con 52 mila occupati in più rispetto all'ultimo trimestre del 2016 e 326 mila in più nell'arco di dodici mesi. Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, osserva che "i dati sono positivi, i numeri sono sempre oggetto di discussione ma non c'è dubbio che ci troviamo in questi ultimi mesi a raccogliere i risultati di una semina in corso da anni e che ha prodotto risultati con una crescita superiore al previsto". "L'Italia cresce poco e ancor meno cresce la sua occupazione", controbatte il presidente della Commissione lavoro del Senato, Maurizio Sacconi, ex ministro del Lavoro del governo Berlusconi, che giudica il mercato "poco dinamico, soprattutto nel confronto con gli altri Paesi industrializzati". Sia Federconsumatori che Adusbef osservano invece come "la disoccupazione rimane su livelli elevati, determinando conseguenze negative per l'intero sistema". I disoccupati aumentano per il terzo trimestre consecutivo fino a 3 milioni 138 mila persone, 51 mila in più dello scorso anno. Sono colpiti solo il Mezzogiorno, che si trova con 103 mila persone in cerca di un posto in più, ed esclusivamente le donne. I nuovi disoccupati hanno, in genere, più di 35 anni e, prima, erano inattivi. Infatti, quando chi non ha lavoro e non lo cerca si riprende a inviare curriculum ma senza successo, viene contato non più tra gli inattivi ma tra i disoccupati, e l'ultimo anno vede un forte calo degli inattivi (-473 mila) e degli scoraggiati. Invece il tasso di disoccupazione, complessivamente, rimane stabile rispetto al primo trimestre del 2016 e cala di 0,2 punti percentuali rispetto all'anno precedente. E il numero di ore lavorate aumenta su base annua in tutti i settori tranne l'agricoltura, che secondo la Coldiretti, sconta il clima anomalo che "ha distrutto le coltivazioni" con l'alternarsi di gelo, grandine, caldo e siccità nel terzo inverno più asciutto dal 1800.
















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