top of page

Le ceneri disperse in mare

  • 16 lug 2017
  • Tempo di lettura: 3 min


IERI I FUNERALI DI LIU XIAOBO, TIMORI PER IL DESTINO E LA SALUTE DELLA MOGLIE

PECHINO. Il corpo del dissidente cinese e premio Nobel per la Pace 2010 Liu Xiaobo è stato cremato e le sue ceneri disperse in mare: tutto si è tenuto in poche ore dopo il funerale del primo mattino a Shenyang, città nel cui ospedale l’uomo si è spento giovedì a 61 anni per un cancro al fegato. I timori e l’incertezza degli attivisti su salute e destino della moglie Liu Xia sono addirittura cresciuti, a pochi mesi dal 19/mo Congresso del Partito comunista chiamato a rinnovare la leadership e in vista del quale la parola d’ordine impartita dal presidente Xi Jinping è stata quella della stabilità, vale a dire del contenimento dei possibili elementi destabilizzanti. Nel pomeriggio, in una conferenza stampa dei familiari, Liu Xia non era presente. “Potrebbe essere ricoverata” in seguito a causa della debolezza del suo stato fisico, ha spiegato Liu Xiaoguang, fratello maggiore del dissidente motivando l’assenza. “E’ troppo debole e io la rappresento”, ha aggiunto avendo alla sua destra una traduttrice per l’inglese e alla sua sinistra un funzionario della municipalità di Shenyang che ha annunciato in apertura l’avvenuta cerimonia di dispersione delle ceneri in mare “secondo un’usanza locale comune”. Nella conferenza stampa trasmessa in streaming, Liu ha ringraziato almeno cinque volte il Partito comunista e il governo per come è stato gestito il funerale accogliendo i desideri della famiglia. Dopo poco più di 20 minuti, e senza possibilità di domande, Liu è stato accompagnato fuori dalla stanza perché “stanco per il viaggio”. Al funerale hanno preso parte la sua famiglia, tra cui la moglie e i fratelli, e alcuni amici. Nel video messo a disposizione dal governo locale c’è Liu Xia, provata e all’apparenza sorretta da altre persone, in quella che è la prima apparizione dalla morte del dissidente. Tra video e foto diffuse si possono notare la bara col corpo di Liu Xiaobo, sistemata nella camera ardente, e diverse persone sfilare in un ultimo saluto. Quanto ai familiari, oltre alla moglie, vestita di nero e con occhiali a lenti scure che regge un ritratto del marito, si riconoscono Liu Xiaoxuan e Liu Xiaoguang, i fratelli più giovane e più grande del premio Nobel, e Liu Hui, fratello minore di Liu Xia. Nella conferenza stampa del mattino delle autorità locali è stato marcato il “legittimo diritto” della vedova a lasciare la Cina. La sua partenza, richiesta ad esempio dal segretario di Stato Usa Rex Tillerson, è un’ipotesi quanto mai incerta. Liu Xia è agli arresti domiciliari senza processo da ottobre 2010, da quando a Liu Xiaobo fu assegnato il premio Nobel per la Pace in forza della “sua lunga e non violenta battaglia per i diritti umani fondamentali in Cina”, senza telefono e internet, isolata. Nel 2014 le è stata diagnostica la depressione per il lungo isolamento e la notizia dell’arresto per frode nel 2013 di suo fratello. E’ dello scorso anno la morte del padre e di febbraio 2017 quella della madre. Fa da ultimo uso di sonniferi. Liu Xiaobo stava scontando una pena a 11 anni di reclusione inflittagli a dicembre 2009 per “incitamento alla sovversione dei poteri dello Stato” a causa del ruolo avuto nella stesura di “Carta 08”, il manifesto che chiedeva una svolta democratica e la fine dell’era del Partito comunista.


Commenti


bottom of page