Le ombre di Warhol a NY
- Redazione

- 26 ott 2018
- Tempo di lettura: 2 min

L’INSTALLAZIONE “SHADOWS” TORNA NELLA GRANDE MELA DAL 12 NOVEMBRE
NEW YORK. “Shadows’ (Le Ombre) di Andy Warhol tornano a New York dopo vent’anni. La serie monumentale di tele serigrafate e dipinte a mano sarà in mostra nel quartier generale di Calvin Klein nel Garment District fino al prossimo 15 dicembre. Le Ombre sono uno dei lavori più astratti del padre della Pop Part e furano realizzate tra il 1978 e 1979 su commissione della DiaArt Foundation e consistono di 102 tele il cui numero tuttavia varia a seconda dello spazio dove vengono esposte. Secondo direttive precise di Warhol per l’installazione, le tele devono essere attaccate una accantaall’altra e a trenta cm di altezza dal suolo. Le Ombre arrivano a New York con il sostegno di Calvin Klein, che ha provveduto anche al restauro dopo essere state esposte l’ultima volta nel 1998 e precedono di qualche settimana l’apertura della grande retrospettiva che il Whitney Museum dedicherà all’artista. “Andy Warhol-From A to B and Back Again” aprirà il 12 novembre. “Le Ombre - ha detto Courtney J. Martin, vice direttore e capo curatrice della Dia - sono importanti perché mostrano l’interesse di Warhol nella pittura. E’ un aspetto poco esaminato della sua arte. Si sa tanto di lui come regista, come fotografo ma poco come pittore”. L’opera in passato si è danneggiata durante il processo di installazione. Con il nuovo procedimento, una maniglia montata su un sostegno dietro ogni tela, non c’è più bisogno di prendere le tele dai bordi per appenderle limitando così il rischio di danneggiare gli angoli. La Martin ha aggiunto anche che al momento Le Ombre sono l’unica mostra su un pezzo unico di Warhol a New York e con il Whitney invece a novembre ci saranno due mostre dedicate all’artista nella stessa città, una cosa piuttosto rara. Dopo New York, Le Ombre torneranno nella sede della Dia a Beacon, nello stato di New York, per essere esposte a lungo termine. Non è ancora stato stabilito se l’opera completa sarà in mostra. “Davvero non so - conclude la Martin - devo vedere lo spazio ma il nostro obiettivo e di mostrare più tele possibile”.
















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