Le ultime ore di Pamela
- 3 feb 2018
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MACERATA/LA RAGAZZA UCCISA E FATTA A PEZZI: SPUNTANO NUOVI PARTICOLARI
MACERATA. L'allontanamento dalla comunità di re-upero Pars di Corridonia (Macerata) il 29 gennaio, che gli operatori hanno cer- cato inutilmente di evitare, inseguendola anche in auto; la notte passata alla stazione di Macerata; l'acquisto di dolcetti in una panetteria di via Spalato il giorno seguente e poi il contatto con il pusher nigeriano accusato di averla uccisa e smembrata poco distante. Fotogrammi degli ultimi giorni di vita di Pamela Mastropietro, 18 anni, romana, il cui cadavere è stato trovato fatto a pezzi in due trolley nelle campagne di Pollenza. La posizione di Innocent Oseghale, rinchiuso nel carcere di Montacuto ad Ancona (quello di Camerino è stato reso inagi bile dal terremoto) si aggrava: a sui carico si ipotizzano i reati omicidio, vilipendio e occultamento del cadavere. Oggi a Macerata davanti al gip l'udienza di convalida. Due testimoni lo inchiodano in altrettanti momenti chiave della tragica sequenza: la mattina del 30 in compagnia della ragazza davanti alla farmacia in via Spalato dove lei aveva acquistato una siringa, la sera con i trol-ey contenenti il corpo della giovane, abbandonati poi sul ciglio della strada a Pollenza. Completano il quadro i vestiti di Pamela sporchi di sangue (un pellicciotto ecologico e i pantaloni), lo scontrino della farmacia trovati nell'abitazione del 29enne sempre in via Spalato e macchie di sangue sparse per la casa e sul balcone. L'autopsia non ha chiarito le cause della morte della 18enne (omicidio o decesso per overdose, o altre cause), cause che potrebbero radicalmente mutare il quadro delle accuse. I carabinieri di Macerata, coordinati dal pm Stefania Ciccioli, sono convinti che Oseghale abbia smembrato il corpo dentro l'appartamento, forse con i grossi coltelli da cucina, tra cui una piccola mannaia, che i Ris hanno sequestrato. Da chiarire anche la presenza di eventuali complici: per due ore i militari hanno ascoltato ieri di nuovo il 'tassista' di origine camerunense che aveva riferito di aver accompagnato il nigeriano a Pollenza e di non essere stato a conoscenza del contenuto dei trolley. Al momento il suo ruolo nell'inchiesta è quello del 'testimone-chiave', ma le indagini proseguono per indiv duare possibili responsabilità di altri. Intanto la Pars respinge ogni ipotesi di scarsa vigilanza: "La struttura non ha carattere di contenimento coatto e non può imporre con la forza la permanenza dell'ospite che vuole ab- bandonarla". Dopo la decisione di Pamela di andarsene, gli operatori avevano avvertito la sua famiglia. E ogni tentativo di dissuaderla o di fermarla era stato vano. A Macerata, una tranquilla città uni- versitaria, si respira un clima di tensione: oggi la comunità nigeriana locale manifesterà in piazza Battisti nel centro storico, insieme ai sindacati. Per esprimere "vicinanza alla famiglia di Pamela" e per "condannare fermamente ogni tipo di violenza e di strumentalizzazione".
















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