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Legato mani e piedi: 31enne muore dopo l’arresto

EMPOLI/TRAGEDIA NEL MONEY TRANSFER: LA PROCURA APRE INCHIESTA



EMPOLI (Firenze).Aperto dalla procura di Firenze un fascicolo per omicidio colposo, per il momento a carico di ignoti, per la morte di Arafet Arfaoui, il 31enne tunisino deceduto giovedì sera a Empoli dopo essere stato colto da arresto cardiaco durante un controllo di polizia in un money transfer. Quando si è sentito male l'uomo era a terra, aveva la manette ai polsi e i piedi bloccati con un cordino dagli agenti che erano impegnati a contenerlo dopo che aveva dato in escandescenze. Ieri la pm titolare dell'inchiesta, Christine Von Borries, ha ascoltato il personale intervenuto, per fare chiarezza sulla dinamica degli eventi. In base agli accertamenti finora eseguiti, anche attraverso un primo esame dei video girati dalle telecamere presenti dentro e fuori il negozio, non sarebbero state rilevate evidenti irregolarità nel comportamento tenuto da agenti e soccorritori. Sulla vicenda è intervenuto il ministro dell'Interno Matteo Salvini, che ha dato "totale e pieno sostegno ai poliziotti", parlando di "tragica fatalità". Risposte più chiare arriveranno dall'autopsia, che sarà eseguita lunedì. Al vaglio l'operato non solo dei poliziotti ma anche dei sanitari, per verificare la tempestività e l'appropriatezza dei soccorsi. In base alla ricostruzione della polizia, il 31enne - già noto alle forze dell'ordine, un impiego saltuario come facchino all'interporto di Livorno - si è presentato in un money transfer del centro di Empoli per inviare del denaro. Il titolare, ritenendo che una delle banconote che gli aveva dato fosse falsa, ha chiamato il 113. All'arrivo dei poliziotti Arafet avrebbe dato in escandescenze. Secondo quanto raccontato da un testimone a Rai Radio 1, prima di agitarsi il tunisino sarebbe stato perquisito per oltre un'ora nel bagno del money transfer. Gli agenti, non riuscendo a calmarlo e dopo essere stati presi a morsi, hanno chiesto l'intervento del 118 perché si valutasse la possibilità di sedarlo. Per bloccarlo sono stati costretti ad ammanettarlo e a legargli i piedi. Quando il tunisino è stato colto da malore la dottoressa del 118 era già sul posto. Sarebbero stati gli stessi quattro agenti che lo contenevano ad avvisarla che qualcosa non andava, facendola avvicinare di nuovo. Poi sono scattate le procedure di rianimazione, andate avanti per 50 minuti. "Fiducia negli agenti" è stata espressa da parte della Federazione sindacale di polizia. Il sindacato autonomo di polizia Sap, auspicando che sia fatta presto chiarezza sull'accaduto, ha chiesto che di dotare tutti gli agenti che operano su strada di taser, "strumento non letale che tutela sia il poliziotto che il fermato", e di telecamere

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