top of page

Lione, condannato Barbarin

PEDOFILIA/IL CARDINALE FRANCESE SCONTERÀ 6 MESI DI CARCERE: HA RASSEGNATO LE DIMISSIONI



CITTÀ DEL VATICANO. A pochi giorni dal summit in Vaticano contro gli abusi sui minori, un altro "principe della Chiesa" subisce una condanna legata allo scandalo della pedofilia, i cui infiniti strascichi continuano a colpire gravemente l'immagine del clero cattolico. Il cardinale arcivescovo di Lione, Philippe Barbarin, 68 anni, è stato condannato ieri a sei mesi di reclusione con la condizionale per la mancata denuncia degli abusi sessuali perpetrati negli anni '70 e '80 durante i campi scout da padre Bernard Preynat. Il tribunale di Lione ha giudicato Barbarin "colpevole di non aver denunciato", tra il 2014 e il 2015, "i maltrattamenti" a danno di un minorenne. Il porporato, il "Primate dei Galli", tra le personalità più note e influenti della Chiesa d'Oltralpe, non era presente al momento del verdetto, ma i suoi legali hanno subito annunciato ricorso in appello. A fine dibattimento, in gennaio, il pm non aveva chiesto condanne, né contro Barbarin né contro i 5 ex membri della diocesi imputati. "La motivazione della corte non convince. Ci opporremo a questa decisione attraverso tutti i canali appropriati", ha detto Jean-Felix Luciani, legale del cardinale, che ha anche denunciato la pressione mediatica nei confronti dell'arcivescovo di Lione "con docu- mentari e un film", invocando il "rispetto della giustizia". "Ho deciso di andare dal Santo Padre per presentargli le mie dimissioni. Mi riceverà tra pochi giorni", ha dichiarato Barbarin alla stampa, prendendo "atto" della decisione della corte e ribadendo il dolore e la "compassione per le vittime". Anche la Conferenza episcopale francese (Cef), in un comunicato, dichiara di rispettare la sentenza e di non pronunciarsi sulla decisione. L'annuncio del porporato di presentare le dimissioni a Papa Francesco è, per i vescovi, una questione di "coscienza personale", che non necessita di ulteriori commenti: spetterà al Pontefice, scrivono, decidere ciò "che riterrà opportuno". Soddisfazione è stata, invece, espressa da François Devaux, presidente dell'associazione "La Parole liberée" in difesa delle vittime, parlando di una "grande vittoria per la protezione dei minori". Un gruppo di dieci vittime di padre Preynat aveva accusato il cardinale e il suo entourage di non aver denunciato il religioso alla giustizia e di aver tardato nella decisione di sospenderlo dai suoi impegni pastorali. Cappellano scout negli anni '70 e '80 nei sobborghi di Lione, il sacerdote avrebbe abusato di circa 70 giovani. La portata dello scandalo ha profondamente scosso la diocesi di Lione e la Chiesa in Francia. In una dichiarazione letta in tribunale in gennaio, Barbarin aveva affermato di non aver "mai cercato di nascondermi e tanto meno di coprire questi fatti orribili". Il 31 agosto 2015 aveva rimosso Preynat dalle funzioni, in accordo con la Santa Sede. "Ho fatto esattamente quello che Roma mi ha chiesto di fare", ha affermato, pur ammettendo di essere stato "imprudente" quando nel 2011 nominò Preynat responsabile di una prefettura vicino Roanne: "Avrei dovuto dirgli di rimanere nell'ombra", ha detto. La condanna per omessa denuncia di Barbarin segue di pochi giorni quella per abusi sessuali su due chierichetti a carico del cardinale australiano George Pell, 77 anni, che attende in carcere la determinazione della pena - rischia fino a 50 anni - nell'udienza prevista per il 13 marzo. Intanto sono state fissate al 5 e 6 giugno le prime due udienze dell'appello. "Sento di condividere con voi il dolore e la pena insopportabili che causano in noi e in tutto il corpo ecclesiale l'onda degli scandali di cui i giornali del mondo intero sono ormai pieni", ha detto il Papa ai preti della Diocesi di Roma, riuniti ieri in San Giovanni in Laterano per l'incontro d'inizio Quaresima. "Il peccato ci deturpa, e ne facciamo con dolore l'umiliante esperienza quando noi stessi o uno dei nostri fratelli sacerdoti o vescovi cade nel baratro senza fondo del vizio, della corruzione o, peggio ancora, del crimine che distrugge la vita degli altri", ha aggiunto. "Eppure, non scoraggiamoci! - ha detto ancora Francesco - Il Signore sta purificando la sua Sposa" e "ci sta salvando dall'ipocrisia".

Commenti


bottom of page