Ma agli americani piace
- Redazione

- 31 lug 2017
- Tempo di lettura: 3 min

OBAMACARE/I FALLITI TENTATIVI DEI REPUBBLICANI DI REVOCARLA
Per sette anni i repubblicani hanno inveito contro Obamacare, la riforma sanitaria approvata dal governo nel 2010. Una volta ottenuta la maggioranza legislativa i repubblicani hanno approvato una sessantina di disegni di leggi per revocare la riforma. In un caso nel 2015 ambedue le Camere hanno approvato la revoca alla quale l’allora presidente Barack Obama ha imposto il suo veto. La campagna contro Obamacare ha prodotto buoni risultati politici ai repubblicani che sono riusciti a mantenere la maggioranza alle due Camere e conquistare la Casa Bianca l’anno scorso. Tutto dovrebbe essere dunque facile per il Gop con il controllo esecutivo e legislativo per revocare la tanta odiata Obamacare come avevano promesso. Durante l’amministrazione di Obama i repubblicani avevano fatto un’arte dell’ostruzionismo. Troppo bravi infatti che adesso non sanno uscirne dal loro ruolo e ostruiscono se stessi. Dopo avere stentato ad approvare la revoca di Obamacare alla Camera toccava al Senato dove la rosicata maggioranza (52 a 48) gli ha messo il bastone fra le ruote. La loro riforma, creata in segreto da una dozzina di senatori senza consultare nessuno, non ha raggiunto il numero dei voti necessari. Persino il “sì” per aprire il via all’iter necessario e iniziare il dibattito è risultato un pareggio (50-50) superato solo dal voto del vicepresidente Mike Pence. Subito dopo brevissime discussioni una proposta per revocare Obamacare e sostituirla più tardi è stata respinta dai 48 democratici ai quali si sono aggiunti sette repubblicani (55 no, 45 sì). Affamatissimi di qualche “vittoria” legislativa i repubblicani si sarebbero accontentati di una “skinny repeal”, (revoca light) che avrebbe eliminato i punti meno popolari dell’Obamacare. Includono l’obbligo di possedere assicurazione medica, l’obbligo alle aziende con 50 dipendenti di offrire sanità, e la tassa sui medical devices, i dispositivi medici. L’idea della “skinny repeal” sarebbe stata non di divenire legge ma da servire come trampolino per iniziare i negoziati con laCamera per produrre un disegno condivisibile per una revoca e sostituzione finale di Obamacare. Anche qui hanno fallito (49 sì, 51 no). John McCain, senatore dell’Arizona e candidato repubblicano all’elezione del 2008, confermando una certa indipendenza dall’ideologia del suo partito, si è schierato con i democratici come hanno fatto anche Lisa Murkowski (Alaska) e Susan Collins (Maine). Il problema principale per i repubblicani però è che nonostante la loro ferocia nell’attaccare l’Obamacare gli americani ci si sono affezionati. Il 53 percento degli americani approva la riforma di Obama mentre le versioni repubblicane sono favorite solo dal 20 percento. Inoltre un altro sondaggio del Pew Center ci dice che il 60 percento degli americani crede che il governofederale deve assumersi la responsabilità per l’assicurazione medica dei cittadini. Nonostante alcune imperfezioni la riforma di Obama ha concesso assicurazione medica a più di venti milioni di americani. Alcuni aspetti di Obamacare piacciono anche ai repubblicani come ha detto Lisa Murkowski, senatrice dell’Alaska. Ma anche i repubblicani in generale hanno accettato i principi di Obamacare di fornire sussidi ai poveri e l’importanza di mantenere il Medicaid per i più poveri. Ciononostante i loro disegni di legge sullariforma farebbero perdere l’assicurazione medica a milioni di americani, secondo il Congressional Budget Office, agenzia non-partisan del governo. Le cifre variano dai 22 a 23 milioni e una delle proposte repubblicane del Senato di revocare Obamacare e sostituirla più tardi farebbe perdere l’assicurazione medica a 33 milioni di americani. Incapaci di eliminare Obamacare e sostituirla con un sistema “meraviglioso”, come ha spesso detto Donald Trump, i repubblicani hanno deciso che la smantelleranno poco a poco. Infatti i primi passi li hanno già fatti. Durante l’amministrazione di Obama il governo ha fatto una campagna per informare il pubblico del bisogno dell’assicurazione e di assistere tutti sui modi di ottenerla. La Casa Bianca di Trump invece ha già minato questi sforzi eliminando i contratti con le agenzie che si occupavano di fornire informazioni. Hanno anche creato un clima di in- certezza suggerendo che metteranno freni ai sussidi per i poveri creando instabilità nei mercati. Alcune compagnie di assicurazione hanno già indicato che date le incertezze forse non venderanno assicurazione medica in alcuni Stati. Uno di questi Stati in pericolo è proprio l’Alaska considerando il grande territorio, la sparsa popolazione e il limitato numero di potenziali clienti per le compagnie di assicurazioni. Ecco una delle ragioni sulla riforma. che preoccupa Lisa Murkowski il cui voto contrario ha fatto perdere le staffe a Trump come ci ha indicato uno dei suoi tweet. La Murkowski ha risposto al 45esimo presidente che bisogna passare un po’ di tempo a “governare”invece di fare costantemente campagna politica come fa Trump. È proprio qui il nocciolo del dilemma repubblicano dimostrato dalla loro difficoltà di affrontare la riforma sanitaria adeguatamente. I repubblicani sono specialisti dell’antigoverno e dell’ostruzione. Ostruiscono se stessi anche quando cercano di governare. Ma questo è il meglio di ciò che si può sperare con i repubblicani alla guida del governo.
















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