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Macchinari e auto spingono l’industria

  • 12 set 2017
  • Tempo di lettura: 2 min


ISTAT/+4,4%ANNUO. GENTILONI: “UN DATO IMPENSABILE ANCHE SOLO UNO O DUE ANNI FA”. FINANCIAL TIMES: “LA RIPRESA C’È”

ROMA. Con una crescita dello 0,1% a luglio 2017 rispetto al mese precedente e un aumento del 4,4% rispetto al 2016, la produzione dell'industria italiana segna un nuovo passo avanti negli ultimi dati Istat e smentisce le attese di un risultato negativo indicate da gran parte degli analisti. E' "un dato impensabile anche solo uno o due anni fa", commenta il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, inaugurando una scuola nel Milanese, a Cernusco sul Naviglio. "Il nostro Paese è finalmente in lenta ripresa, in realtà anche meno lenta di quanto si pensasse", dice il premier. Esulta su Twitter il segretario del Pd, Matteo Renzi: "Noi portiamo Italia fuori dalla crisi. Salvini e Grillo portano Italia fuori dall'euro. Le differenze". Dalla City arriva intanto il riconoscimento del Financial Times: "La ripresa c'è. L'Italia è ora in marcia", si legge sul sito del quotidiano londinese. I numeri sulla produzione 0sono "gli ultimi di una serie di dati migliori delle stime", continua l'articolo, "la forte crescita dovrebbe proseguire" e l'ottimismo "si riflette anche in un miglioramento del mercato del lavoro". A trainare l'industria sono i beni strumentali, in crescita del 5,9% a luglio su base annua, che hanno ampiamente superato i livelli di produzione del 2010, spiega l'Istat. In particolare le macchine e le attrezzature segnano +8%, un dato in cui il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, legge che il Piano Industria 4.0 "funziona nello stimolare e sostenere gli investimenti delle imprese". I segni più risultano diffusi a tutti i macro comparti e a 12 settori di attività su 15, a partire dall'attività estrattiva (+8,4% sull'anno), dalla fabbricazione di macchinari (+8%), dalle industrie alimentari e dalla fabbricazione di mezzi di trasporto (entrambi +6,9%). Continua pure la volata della produzione di autoveicoli (+9,1%) mentre soffrono la fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche, quella di computer e prodotti di elettronica (entrambi a -0,6%) e il tessile-abbigliamento (-0,5%). Con il risultato di luglio prosegue una sequenza di aumenti ten- denziali della produzione industriale che va avanti, con la sola eccezione di gennaio 2017, da agosto dello scorso anno. Secondo il senior economist di Intesa Sanpaolo, Paolo Mameli, questi dati sono "di buon auspicio" per il terzo trimestre e "il processo di generalizzata revisione al rialzo delle stime di crescita del Pil italiano è destinato a continuare nelle prossime settimane". Di questo passo, sottolinea invece il centro studi Promotor, il livello della produzione industriale, così come il livello del Pil, "tornerà ai livelli ante-crisi nel 2021".


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