"Madrid prepara un golpe"
- Redazione

- 26 gen 2018
- Tempo di lettura: 2 min

Catalogna/Tensione con Barcellona. Gli indipendentisti accusano Rajoy
MADRID. È di nuovo incandescente la tensione fra Madrid e Barcellona sulla crisi catalana, a pochi giorni dalla sessione che il Parlament della Catalogna deve dedicare all'elezione del nuovo President, con Carles Puigdemont solo candidato in lizza in aperta sfida al governo spagnolo. Il premier Mariano Rajoy ha annunciato che domani presenterà un ricorso alla Corte costituzionale contro il decreto del presidente del Parlament Roger Torrent che propone la candidatura di Puigdemont, in esilio in Belgio, al voto della plenaria previsto martedì. La mossa ha suscitato una alzata di scudi indipendentista. Il gruppo di Puigdemont JxCat ha denunciato "un colpo di stato". Erc ha annunciato un ricorso alla corte europea dei diritti umani, denunciando che per Madrid "la democrazia non esiste". "Cercano di vincere nei tribunali dopo avere perso alle urne" ha accusato il capogruppo Sergi Sabrià. Alle elezioni catalane di dicembre, che hanno ridato con 70 seggi su 135 la maggioranza assoluta agli indipendentisti, il Pp di Rajoy ha registrato una umiliante sconfitta con solo 4 deputati. Per la vicepremier spagnola Soraya Saenz de Santamaria Puigdemont non può essere candidato perché inseguito da un mandato di cattura della giustizia spagnola. È accusato di 'ribellionè e rischia 30 anni per avere portato avanti il progetto politico dell'indipendenza. La corte costituzionale formata da giudici proposti dai due grandi partiti unionisti Pp e Psoe ha sempre dato ragione a Rajoy contro gli indipendentisti. Dichiarerà subito ricevibile il ricorso, e al più tardi lunedì, l'immediata sospensione della candidatura di Puigdemont. Il fronte indipendentista ha reagito a caldo assicurando che andrà avanti comunque. Ma tutto si è fatto molto più complicato. Il rischio è che, senza un 'piano b', se cioè Puigdemont farà un passo di lato a favore di un altro candidato, la sessione di investitura sia annullata, così come una potenziale elezione di Puigdemont a distanza. Questo impedirebbe la formazione di un nuovo Govern e prolungherebbe il commissariamento della regione ribelle. Con, anche, un probabile ritorno alle urne. Finora due scenari erano ipotizzati per la rielezione di Puigdemont nono- stante l'opposizione della minoranza unionista (Cs, Psc, Pp, 57 seggi su 135). Il primo prevedeva una rielezione a distanza di Puigdemont, 'telematica’ o attraverso un delegato. Il secondo un rocambolesco arrivo del President nell'aula del Parlament marte- dì. Con la certezza di essere arrestato. Ma forse da neo-presidente. Per preve- nire un nuovo schiaffo d'immagine Madrid ha deciso controlli "per terra, aria e mare" al confine con la Francia. Puigdemont non tornerà "neanche nel baule di un auto" ha tuonato il ministro degli interni Juan Ignacio Zoido. La polizia spagnola controlla le auto in arrivo dalla Francia ai pedaggi della Ap7, le stazioni, e pattuglia fra le barche nelle marine della Costa Brava. E sono sotto controllo perfino i sotterranei del Parlament.
















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